19 maggio 2008

Vinaigrette agrumata


Ultimamente sto facendo incetta di lime (o limette): hanno un bel colore verde e un profumo e un aroma piacevole. Già sperimentate nel dolce australiano, si prestano bene anche per una vinaigrette velocissima da preparare, ma un po' diversa dal solito: bella piccante e senz'olio! Da provare, è davvero ottima sulle insalate.

Vinaigrette agrumata
400 ml

aceto balsamico di Modena 125 ml
lime 4
arance 2
aglio 2 spicchi
olive nere 6
senape di Digione 1 cucchiaio
zucchero integrale (Panela) 1 pizzico

Tempo di preparazione: 10' + 8h di riposo

Lavate gli agrumi, tagliateli a metà e spremeteli. Unite il succo dei lime e quello delle arance all'aceto balsamico. Pelate e schiacciate gli spicchi d'aglio, uniteli al composto. Tagliate le olive a pezzetti, eliminando il nocciolo, aggiungetele al resto insieme alla senape e allo zucchero. Mescolate bene il tutto, versate in un barattolo, chiudete, agitate ancora e riponete in frigo, lasciando insaporire per almeno 8 ore. Prima di servire potete frullarla, togliendo però prima l'aglio (a meno che non vogliate scacciare parenti, amici e vampiri).

13 maggio 2008

Dolce al lime e cioccolato con baci fondenti al cocco e sorbetto di mango (from Sydney with love...)




Come avete trascorso il vostro ultimo San Valentino? Se siete in coppia, spero nel migliore dei modi possibili, magari con una romantica cenetta a lume di candela con la vostra dolce metà, e con un altrettanto interessante dopocena. Il mio è stato, diciamo, un po' più originale quest'anno... Per lavoro mi sono ritrovato la sera del 14 febbraio su un volo Tokyo-Sydney in compagnia di due colleghi... Romantico, no?
Dopo essermi stordito con l'orribile cena vegan della Qantas a base di un tristissimo riso a vapore avvolto da foglie di banano, mi sono ripromesso di sopperire a quanto avvenuto cercando sulla rete qualche ricetta australiana da riproporre una volta tornato in patria. La mia attenzione è stata catturata da un interessante dolce a base di lime, accompagnato da un velocissimo sorbetto al mango. Avevo già proposto una torta dal Down Under a Natale, decisamente più impegnativa, ma questa è di stampo nettamente diverso, e utilizza la frutta tropicale che cresce nel nord del paese (la zona prettamente tropicale).

Importante è la scelta degli ingredienti: preferite frutta tropicale del commercio equosolidale, se disponibile, così come il cioccolato, fondente al 70% almeno, con zucchero integrale e senza lecitina di soia.


Dolce al lime e cioccolato con baci fondenti al cocco

Per 8 persone

lime 20
limone ½
farina "0" 300 g + 1 cucchiaio per la tortiera
amido di mais 90 g
malto di grano 150 g
cremortartaro 1 bustina (18 g)
olio di girasole 1 cucchiaio + 1 cucchiaio per la tortiera

Per la copertura
cioccolato fondente 400 g
cocco essiccato in scaglie 250 g

Tempo di preparazione: 1h + 1h raffreddamento



Sorbetto di mango
Per 8 persone

mango 1
malto di grano 130 g

Tempo di preparazione: 15' + 3h raffreddamento

Accendete il forno a 200°. Spremete il mezzo limone e i lime.
In una terrina, mescolate gli ingredienti secchi: farina, amido di mais, cremortartaro. In un'altra il succo degli agrumi con il malto e l'olio. Unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi, e amalgamateli insieme (ma non a lungo).
Oliate e infarinate uno stampo da forno quadrato e rovesciate il composto. Infornate e cuocete per 30'.
Nel frattempo sbucciate il mango e tagliate la polpa a pezzi (ne rimarrà comunque un po' attaccata all'osso centrale). Frullatela con il malto e mettete subito il composto nel congelatore.
Estraete il dolce dal forno (controllate la cottura con uno stecchino) e fatelo raffreddare. Sfornatelo e tagliatelo in 8 parti uguali.
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria e versatelo poi in una terrina. In un'altra terrina versate le scaglie di cocco.
Immergete rapidamente ogni pezzo di dolce nel cioccolato fuso, e poi nel cocco, facendolo ben aderire al rivestimento di cioccolato. Mettete ad asciugare su della carta da forno in frigorifero.
Lasciate rapprendere il tutto per almeno 2-3 ore.
Con il cioccolato e il cocco avanzati, realizzate dei "baci" fondenti immergendo il cocco nel cioccolato, e formando delle palline da far sempre rapprendere su carta da forno.
Servite il dolce accompagnandolo con i fondenti di cocco e il sorbetto al mango. Potete decorare con fettine di lime immerse per metà nel cioccolato fuso e fatte raffreddare su carta da forno.




Sydney
Dowtown dalla baia e Opera House

07 maggio 2008

Apfelmuesli


Altra ricetta di muesli, questa volta si tratta della versione in parte modificata del muesli proposto da Maximilian Bircher Benner, medico svizzero di fine Ottocento che per primo ha evidenziato l'importanza terapeutica della dieta vegetariana a base soprattutto di cibi crudi (verdura, frutta e semi oleosi). E se pensate che alla fine del XIX secolo la medicina consigliava ampi quantitativi di carne, soprattutto rossa, e cibi raffinati, si capisce l'azione rivoluzionaria portata avanti da questo medico.
Caposaldo delle diete curative da lui proposte è per l'appunto il Birchermuesli, a base di mele e fiocchi d'avena, di cui vi propongo la ricetta, riveduta in alcuni punti.


Apfelmuesli (muesli alla mela)

Ingredienti
Per 1 persona

fiocchi d'avena 1 cucchiaio
mela* 1
*bio
arancia ½
limone* ½
*bio
marmellata di rosa canina* 1 cucchiaino
*senza zucchero o con zucchero integrale
latte di soia 1 cucchiaio
nocciole 10 g

Tempo di preparazione: 10' + 12h di ammollo

La sera prima mettete a bagno i fiocchi d'avena in tre cucchiai di acqua fredda.
La mattina grattuggiate la buccia del limone e poi spremetelo.
Aggiungete ai fiocchi d'avena ammollati 1 cucchiaio di succo di limone, un po' di buccia grattuggiata, la marmellata di rosa canina e il latte di soia.
Spremete ora l'arancia e tritate le nocciole.
Poco prima di servire, tagliate la mela in quattro, eliminate picciolo e torsolo, e grattuggiatela con la buccia. Aggiungete un cucchiaio di succo d'arancia e unite al resto degli ingredienti, mescolando bene per evitare che la polpa della mela annerisca.
Terminate guarnendo con le nocciole tritate e consumate subito.

03 maggio 2008

Premio Sale y Pepe

Chiara, alias Arame, mi ha conferito il premio Sale y Pepe. Ne sono davvero onorato, e tocca ora a me rimbalzarlo a qualcun altro. Certo è sempre difficile attuare una scelta, anche perché i blog che ho segnalato sulla sinistra sono davvero tutti molto interessanti e ricchi di stimoli.


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Dovendo comunque optare per passione e accoglienza, direi che il premio potrebbe andare a due blog culinari, uno vegan e l'altro no.

Veganswiss: Marta è una giovane mamma svizzera davvero fantastica. La passione di certo non le manca, e quello che apprezzo è il modo in cui sta educando i suoi figli. Già a volte non è semplice "scontrarsi" con il mondo se si è vegetariani, ma è ancora più pressante quando si crescono dei bambini e si deve in qualche modo rendere conto alle pressioni esterne (e in questo segnalo anche i blog di due altre giovani mamme vegane, mammafelice e tippi tappi). E poi andate a vedere la varietà e la quantità di ricette (tutte molto appetitose) proposte da Marta.

Il pranzo di Babette: blog di Kja, non vegan, ma con un'attenzione particolare a chi invece lo è, con un buon numero di ricette interessanti anche per i vegetariani. E poi, che foto!! E la proprietaria è sempre molto accogliente e simpatica.


30 aprile 2008

Riepilogo Aprile 2008

Mese decisamente più prolifico questo, sarà la primavera, sarà che sono diventato uno (splendido ;-P) trentunenne, sono riuscito ad essere un po' più attivo dei mesi passati, nonostante una settimana di trasferta lavorativa nel gelo russo...

Per quanto riguarda le ricette, muesli tostato per colazione, due secondi, il seitan impanato e gli azuki macrobiotici, delle crudità marinate con semi aromatici e infine la ricetta del soda bread irlandese.
Non sono mancate le recensioni a due ristoranti vegetariani, il Deva Deva Cafe di Tokyo e il Juice di Dublino.

Buon ponte a tutti, anche a chi come me lavorerà...

27 aprile 2008

Azuki macrobiotici


Ogni tanto mi piace anche presentare qualche ricetta semplice e "di base", adatta alla cucina di tutti i giorni, ma preparata con cura e attenzione. È il caso di questo piatto, la cui preparazione è diventata per me quasi un rito.
Nutro una notevole passione nei confronti degli azuki, legumi tipicamente giapponesi che possono essere utilizzati in svariati modi, e che si prestano anche a ricette dolci (molti dolci tradizionali giapponesi si basano su questo ingredienti).
Sono inoltre i legumi più ricchi di ferro e, contrariamente a quanto si pensa (e a quanto credevo anch'io), non sono soia, ma solo una delle tante varietà di fagioli esistenti. Ciò non toglie che siano però decisamente più digeribili e con un gusto più delicato dei loro parenti occidentali.

Azuki macrobiotici
Per 4 persone

azuki 1 tazza
alga kombu 10 cm
tamari 2 cucchiai

Tempo di preparazione: 1h15'

Lavate e mettete a bagno in acqua calda l'alga. Una volta ammollata, tagliatela in grossi pezzi. Lavate gli azuki.
Disponete l'alga sul fondo di una pentola a pressione, sovrapponete gli azuki e aggiungete lentamente dell'acqua fredda, facendo attenzione che l'alga non venga in superficie. Versate tanta acqua quanto basta a coprire appena i fagioli.
Chiudete il coperchio e ponete su fuoco alto. Non appena la pentola inizia a fischiare, abbassate la fiamma al minimo e inserite uno spargifiamma. Lasciate cuocere un'ora.
Trascorso questo tempo, fate calare la pressione, aprite la pentola e scolate gli azuki dall'acqua residua. Togliete anche i pezzi d'alga.
Condite gli azuki con il tamari, mescolate e servite.
Potete decorare con striscioline dell'alga che avete tolto.

Se volete, potete anche preventivamente mettere a bagno gli azuki la sera prima: in questo caso il tempo di cottura a pressione scende a 30'.

Altre mie ricette a base di azuki sono la zuppa di azuki e spinaci e la crema di azuki (salata).
Non mie, invece, questa interessante quiche di azuki e zucca, la crema di cereali e azuki e gli azuki e zucca di Chiara.
Per quanto riguarda le applicazioni dolci, vi consiglio la crema di azuki di Vera e questi fantastici biscotti al matcha ripieni di anko.

23 aprile 2008

Juice


Prosegue la mia carrellata di locali vegetariani, per un po' basta con Tokyo e il Giappone, è la volta di una meta decisamente più vicina, Dublino.

La capitale irlandese vanta numerosi ristoranti "verdi", e tra i tanti uno dei più celebri e alla moda è Juice.
Situato in pieno centro, nel quartiere di Temple Bar, sulle sponde del fiume Liffey, il locale è aperto sette giorni su sette, dalla tarda mattinata fino a sera. È quindi possibile approfittarne per un brunch domenicale, così come per un pranzo veloce, un tè pomeridiano o una cena elegante.
A differenza di molti ristoranti vegetariani nostrani, che puntano molto su una clientela già "formata" e sensibile all'argomento, Juice è il tipico ristorante trendy anglosassone che si differenzia da altri locali per il solo fatto di non servire carne e pesce e per l'attenzione al biologico. Non che mi lamenti, anzi, la varietà di offerta nel settore della ristorazione, purché veg, è sempre ben accetta!

Il locale, minimalista al punto giusto, con luci al neon troppo invandenti (e che mi hanno rovinato tutte le foto...) e camerieri in nero-Armani, propone un'interessante fusione di cucina occidentale, cinese e giapponese. Ricca (e come potrebbe essere altrimenti...) la scelta di succhi di frutta e frullati, così come la carta dei vini. Un po' deludente l'elenco delle birre, nessuna irlandese o britannica. Così come mi sarei aspettato qualche rivisitazione di ricette tradizionali locali, magari un bell'Irish stew di seitan.


Il conto non è dei più economici, ma bisogna tener conto chiaramente del servizio, decisamente curato, del locale e soprattutto del fatto che siamo in Irlanda. La tigre celtica, da paese "sfigato" e marginale, è ormai quello con il reddito pro-capite più elevato dell'Unione Europea, e si piazza al quinto posto nel mondo per sviluppo umano (dopo le immancabili Islanda e Norvegia, l'Australia e il Canada).


In sintesi: vale sicuramente la pena provarlo, soprattutto se avete amici non vegetariani, per fargli capire che "veg è figo" ;-)


Juice

73-83 South Great Georges Street
Dublin 2
Tel. +353 (0)1 475 7856
Aperto: tutti i giorni, 11.00-23.00
http://www.juicerestaurant.ie/