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05 giugno 2008

6 cose... a colazione


Rispondo a Nataraja che mi ha invitato a partecipare a questo famoso meme che circola in rete ormai da un po', e che accetto volentieri.

Allora, elenchiamo sei fra le cose che mi piace fare (evitando l'ovvietà, ovvero che mi piace cucinare).

1) viaggiare. Che si tratti di un prendere un volo a lungo raggio o di una gita nei dintorni di Torino, viaggiare è per me fondamentale. La possibilità di vedere e di sperimentare personalmente luoghi e situazioni diverse, di entrare in contatto con la gente del posto, di conoscere modi di vita pur sempre diversi nonostante la globalizzazione imperante vale più di qualsiasi ricchezza.

2) andare al cinema. Scegliere accuratamente il film, e poi immergersi, col buio e le immagini ingrandite dello schermo, nella storia e nei dialoghi. E guai ad alzarsi prima che i titoli di coda siano terminati!

3) gironzolare in libreria. Le librerie sono luoghi davvero affascinanti. Ed è difficile non passarci almeno un'ora curiosando e sfogliando libri. Ancora più difficile uscirne senza averne acquistato qualcuno.

4) guardare gli animali. Come si comportano (in natura, di certo non allo zoo!) e come interagiscono fra di loro. È sempre una lezione impagabile.

5) studiare altre lingue. Questa è proprio una passione, che occupa buona parte del mio tempo libero. Credo che non esista una lingua che non mi affascina. Purtroppo il tempo è sempre tiranno, e ho dovuto (e voluto) quindi restringere il mio campo d'azione al giapponese e a una "manciata" di lingue europee. Ma la tentazione di studiarne altre è sempre forte. Proprio oggi mi hanno dovuto strappare di mano un corso d'ebraico moderno che stavo per acquistare ;-)

6) fare colazione. È una delle ragioni principali per cui mi sveglio, e non fatemela saltare, altrimenti mi arrabbio ;-) E se sono di fretta, c'è sempre la colazione veloce proposta da Emanuela Barbero e la dottoressa Luciana Baroni nell'interessantissimo ricettario Curarsi con la cucina etica.


Ingredienti

Per 1

pane integrale 2 fette (100 g)
crema di nocciole 2 cucchiaini
malto di riso 1 cucchiaino
infuso di frutta 1 bustina



Tempo di preparazione: 10'

Mettete a bollire una tazza d'acqua. Una volta a ebollizione, spegnete e mettete una bustina di tisana di frutta a piacere (ottimi quelli Viropa) in infusione per 5'. Dolcificate con il malto. Spalmate la crema di nocciole sulle fette di pane.

25 maggio 2008

Insalata di barbabietole, arance e rucola con vinaigrette alla barbabietola


A forza di cucinarle in vari modi, le barbabietole mi stanno quasi diventando simpatiche. Non dico che siano diventate uno dei miei ortaggi preferiti, ma sicuramente non mi disgustano più come un tempo... Anzi, ne sto rivalutando e apprezzando il sapore dolce di terra. Non sono ancora riuscito però a provarle crude: le uniche che trovo in commercio sono biologiche ma già cotte al vapore e confezionate sottovuoto. Per quest'anno pazienza, quando sarà nuovamente stagione, a partire dal prossimo inverno, proverò a cercare quelle fresche.
Qui le ho abbinate al sapore amarognolo della rucola, e a quello dolce delle ultime arance siciliane di stagione. La combinazione di gusto è interessante, grazie anche alla vinaigrette semisolida, sempre a base di barbabietola, ma è soprattutto l'alternanza dei colori il punto forte di questo piatto.

Insalata di barbabietole, arance e rucola con vinaigrette alla barbabietola

Ingredienti
4 persone


rucola 125 g
barbabietole cotte al vapore 4 da 125 g ognuna
arance 4
sale marino integrale 1 pizzico
prezzemolo 1 gambo


Per la vinaigrette
vinaigrette agrumata 200 ml
barbabietola cotta al vapore 1

Tempo di preparazione: 15'

Per prima cosa preparate la salsa, frullando la vinaigrette agli agrumi con la barbabietola tagliata a pezzi.
Lavate la rucola, asciugatela e disponetela sui piatti. Affettate le barbabietole.
Lavate il prezzemolo e asciugatelo.
Sbucciate le arance con un coltello affilato, eliminando anche la pellicina bianca esterna. Affettatele.
Disponete le fette di barbabietole di arance alternate sulla rucola. Aggiungete di fianco un paio di cucchiai abbondanti di vinaigrette. Salate.
Tritate le foglie di prezzemolo e guarnite i piatti. Servite subito.

Altre ricette con la barbabietola: crema di barbabietole e terrina arcobaleno. Da provare anche il sughetto simil-pomodoro di Arame e l'insalata di barbabietole e carote di Claud.

19 maggio 2008

Vinaigrette agrumata


Ultimamente sto facendo incetta di lime (o limette): hanno un bel colore verde e un profumo e un aroma piacevole. Già sperimentate nel dolce australiano, si prestano bene anche per una vinaigrette velocissima da preparare, ma un po' diversa dal solito: bella piccante e senz'olio! Da provare, è davvero ottima sulle insalate.

Vinaigrette agrumata
400 ml

aceto balsamico di Modena 125 ml
lime 4
arance 2
aglio 2 spicchi
olive nere 6
senape di Digione 1 cucchiaio
zucchero integrale (Panela) 1 pizzico

Tempo di preparazione: 10' + 8h di riposo

Lavate gli agrumi, tagliateli a metà e spremeteli. Unite il succo dei lime e quello delle arance all'aceto balsamico. Pelate e schiacciate gli spicchi d'aglio, uniteli al composto. Tagliate le olive a pezzetti, eliminando il nocciolo, aggiungetele al resto insieme alla senape e allo zucchero. Mescolate bene il tutto, versate in un barattolo, chiudete, agitate ancora e riponete in frigo, lasciando insaporire per almeno 8 ore. Prima di servire potete frullarla, togliendo però prima l'aglio (a meno che non vogliate scacciare parenti, amici e vampiri).

13 maggio 2008

Dolce al lime e cioccolato con baci fondenti al cocco e sorbetto di mango (from Sydney with love...)




Come avete trascorso il vostro ultimo San Valentino? Se siete in coppia, spero nel migliore dei modi possibili, magari con una romantica cenetta a lume di candela con la vostra dolce metà, e con un altrettanto interessante dopocena. Il mio è stato, diciamo, un po' più originale quest'anno... Per lavoro mi sono ritrovato la sera del 14 febbraio su un volo Tokyo-Sydney in compagnia di due colleghi... Romantico, no?
Dopo essermi stordito con l'orribile cena vegan della Qantas a base di un tristissimo riso a vapore avvolto da foglie di banano, mi sono ripromesso di sopperire a quanto avvenuto cercando sulla rete qualche ricetta australiana da riproporre una volta tornato in patria. La mia attenzione è stata catturata da un interessante dolce a base di lime, accompagnato da un velocissimo sorbetto al mango. Avevo già proposto una torta dal Down Under a Natale, decisamente più impegnativa, ma questa è di stampo nettamente diverso, e utilizza la frutta tropicale che cresce nel nord del paese (la zona prettamente tropicale).

Importante è la scelta degli ingredienti: preferite frutta tropicale del commercio equosolidale, se disponibile, così come il cioccolato, fondente al 70% almeno, con zucchero integrale e senza lecitina di soia.


Dolce al lime e cioccolato con baci fondenti al cocco

Per 8 persone

lime 20
limone ½
farina "0" 300 g + 1 cucchiaio per la tortiera
amido di mais 90 g
malto di grano 150 g
cremortartaro 1 bustina (18 g)
olio di girasole 1 cucchiaio + 1 cucchiaio per la tortiera

Per la copertura
cioccolato fondente 400 g
cocco essiccato in scaglie 250 g

Tempo di preparazione: 1h + 1h raffreddamento



Sorbetto di mango
Per 8 persone

mango 1
malto di grano 130 g

Tempo di preparazione: 15' + 3h raffreddamento

Accendete il forno a 200°. Spremete il mezzo limone e i lime.
In una terrina, mescolate gli ingredienti secchi: farina, amido di mais, cremortartaro. In un'altra il succo degli agrumi con il malto e l'olio. Unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi, e amalgamateli insieme (ma non a lungo).
Oliate e infarinate uno stampo da forno quadrato e rovesciate il composto. Infornate e cuocete per 30'.
Nel frattempo sbucciate il mango e tagliate la polpa a pezzi (ne rimarrà comunque un po' attaccata all'osso centrale). Frullatela con il malto e mettete subito il composto nel congelatore.
Estraete il dolce dal forno (controllate la cottura con uno stecchino) e fatelo raffreddare. Sfornatelo e tagliatelo in 8 parti uguali.
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria e versatelo poi in una terrina. In un'altra terrina versate le scaglie di cocco.
Immergete rapidamente ogni pezzo di dolce nel cioccolato fuso, e poi nel cocco, facendolo ben aderire al rivestimento di cioccolato. Mettete ad asciugare su della carta da forno in frigorifero.
Lasciate rapprendere il tutto per almeno 2-3 ore.
Con il cioccolato e il cocco avanzati, realizzate dei "baci" fondenti immergendo il cocco nel cioccolato, e formando delle palline da far sempre rapprendere su carta da forno.
Servite il dolce accompagnandolo con i fondenti di cocco e il sorbetto al mango. Potete decorare con fettine di lime immerse per metà nel cioccolato fuso e fatte raffreddare su carta da forno.




Sydney
Dowtown dalla baia e Opera House

07 maggio 2008

Apfelmuesli


Altra ricetta di muesli, questa volta si tratta della versione in parte modificata del muesli proposto da Maximilian Bircher Benner, medico svizzero di fine Ottocento che per primo ha evidenziato l'importanza terapeutica della dieta vegetariana a base soprattutto di cibi crudi (verdura, frutta e semi oleosi). E se pensate che alla fine del XIX secolo la medicina consigliava ampi quantitativi di carne, soprattutto rossa, e cibi raffinati, si capisce l'azione rivoluzionaria portata avanti da questo medico.
Caposaldo delle diete curative da lui proposte è per l'appunto il Birchermuesli, a base di mele e fiocchi d'avena, di cui vi propongo la ricetta, riveduta in alcuni punti.


Apfelmuesli (muesli alla mela)

Ingredienti
Per 1 persona

fiocchi d'avena 1 cucchiaio
mela* 1
*bio
arancia ½
limone* ½
*bio
marmellata di rosa canina* 1 cucchiaino
*senza zucchero o con zucchero integrale
latte di soia 1 cucchiaio
nocciole 10 g

Tempo di preparazione: 10' + 12h di ammollo

La sera prima mettete a bagno i fiocchi d'avena in tre cucchiai di acqua fredda.
La mattina grattuggiate la buccia del limone e poi spremetelo.
Aggiungete ai fiocchi d'avena ammollati 1 cucchiaio di succo di limone, un po' di buccia grattuggiata, la marmellata di rosa canina e il latte di soia.
Spremete ora l'arancia e tritate le nocciole.
Poco prima di servire, tagliate la mela in quattro, eliminate picciolo e torsolo, e grattuggiatela con la buccia. Aggiungete un cucchiaio di succo d'arancia e unite al resto degli ingredienti, mescolando bene per evitare che la polpa della mela annerisca.
Terminate guarnendo con le nocciole tritate e consumate subito.

27 aprile 2008

Azuki macrobiotici


Ogni tanto mi piace anche presentare qualche ricetta semplice e "di base", adatta alla cucina di tutti i giorni, ma preparata con cura e attenzione. È il caso di questo piatto, la cui preparazione è diventata per me quasi un rito.
Nutro una notevole passione nei confronti degli azuki, legumi tipicamente giapponesi che possono essere utilizzati in svariati modi, e che si prestano anche a ricette dolci (molti dolci tradizionali giapponesi si basano su questo ingredienti).
Sono inoltre i legumi più ricchi di ferro e, contrariamente a quanto si pensa (e a quanto credevo anch'io), non sono soia, ma solo una delle tante varietà di fagioli esistenti. Ciò non toglie che siano però decisamente più digeribili e con un gusto più delicato dei loro parenti occidentali.

Azuki macrobiotici
Per 4 persone

azuki 1 tazza
alga kombu 10 cm
tamari 2 cucchiai

Tempo di preparazione: 1h15'

Lavate e mettete a bagno in acqua calda l'alga. Una volta ammollata, tagliatela in grossi pezzi. Lavate gli azuki.
Disponete l'alga sul fondo di una pentola a pressione, sovrapponete gli azuki e aggiungete lentamente dell'acqua fredda, facendo attenzione che l'alga non venga in superficie. Versate tanta acqua quanto basta a coprire appena i fagioli.
Chiudete il coperchio e ponete su fuoco alto. Non appena la pentola inizia a fischiare, abbassate la fiamma al minimo e inserite uno spargifiamma. Lasciate cuocere un'ora.
Trascorso questo tempo, fate calare la pressione, aprite la pentola e scolate gli azuki dall'acqua residua. Togliete anche i pezzi d'alga.
Condite gli azuki con il tamari, mescolate e servite.
Potete decorare con striscioline dell'alga che avete tolto.

Se volete, potete anche preventivamente mettere a bagno gli azuki la sera prima: in questo caso il tempo di cottura a pressione scende a 30'.

Altre mie ricette a base di azuki sono la zuppa di azuki e spinaci e la crema di azuki (salata).
Non mie, invece, questa interessante quiche di azuki e zucca, la crema di cereali e azuki e gli azuki e zucca di Chiara.
Per quanto riguarda le applicazioni dolci, vi consiglio la crema di azuki di Vera e questi fantastici biscotti al matcha ripieni di anko.

20 aprile 2008

Crudità marinate con semi aromatici


Un antipasto a base di verdure crude è l'ideale per iniziare il pranzo o la cena in maniera corretta, e per preparare lo stomaco ad assimilare le altre portate. In questo caso le verdure crude sono state preventivamente marinate con dell'acidulato di riso, e arricchite con semi aromatici, che le rendono particolarmente piacevoli.


Crudità marinate con semi aromatici
Per 6 persone

cavolo cappuccio rosso 200 g
finocchi 200 g
carote 200 g
semi di cumino 1 cucchiaio
semi di finocchio 1 cucchiaio
semi di coriandolo 1 cucchiaio
acidulato di riso 200 ml
olio extravergine d'oliva 3 cucchiai
sale marino integrale ½ cucchiaino

Per accompagnare
insalata verde di stagione

Tempo di preparazione: 30' + 3h di marinatura

Mondate e lavate il cavolo, il finocchio e le carote. Tagliatele a fettine molto sottili, e disponetele in tre contenitori separati. Macinate le spezie, tenendole separate: il cumino andrà col cavolo, il coriandolo con le carote, e i semi di finocchio col finocchio. Aggiungete l'acidulato di riso, un cucchiaio d'olio per ogni contenitore, e il sale.
Mescolate bene e lasciate marinare almeno tre ore.
Servite su un letto di insalata.

13 aprile 2008

Soda bread


Questa ricetta è nata per caso dopo una breve viaggio (questa volta per vacanza!) a Dublino lo scorso gennaio. Non conoscevo assolutamente questo pane irlandese, che è invece uno degli alimenti "cardine" della cucina di questa splendida isola. E pensare che esiste addirittura una Society for the Preservation of Irish Soda Bread!
Si tratta di un pane lievitato che utilizza il bicarbonato di sodio al posto del lievito. Gli ingredienti base sono farina, bicarbonato, sale e latticello: l'acido lattico e il bicarbonato reagiscono infatti formando bollicine di diossido di carbonio, che ne permettono la lievitazione. Ero quindi curioso di vedere quale potesse essere il risultato sostituendo il latticello con un latte vegetale (di soia). Il risultato è stato ottimo: il pane, che di solito diventa duro dopo due-tre giorni (così ho letto), si è mantenuto morbido per cinque giorni, conservando un piacevole aroma.

Soda bread
Per 1 pagnotta

farina integrale 450 g
farina "0" 250 g
latte di soia ½ litro
bicarbonato di sodio 1 cucchiaino
sale marino integrale 1 cucchiaino

Tempo di preparazione: 50'

Accendete il forno a 200°. Miscelate i due tipi di farina in una terrina. Aggiungete sale e bicarbonato. Versate poi il latte di soia e impastate il tutto. Tenete altra farina a portata di mano se l'impasto risultasse troppo liquido. Lavorate l'impasto e formate una pagnotta. Effettuate poi un taglio a croce sulla parte alta (serve per favorire meglio la lievitazione oppure, come si credeva nelle campagne irlandesi, per tenere lontano il diavolo!). Infornate e fate cuocere per 40'.
Otterrete un pane croccante fuori e morbido dentro, ottimo tostato a colazione con della marmellata senza zucchero, o nei pasti insieme a una minestra.


Così come questo pane è stata una piacevole sorpresa, anche Dublino mi ha lasciato un'immagine estremamente positiva. Città elegante e vivace, cosmopolita ma allo stesso tempo a misura d'uomo. E punto di forza sono anche gli irlandesi, assolutamente disponibili, affabili e fin troppo loquaci!




09 aprile 2008

Seitan impanato


Sicuramente il seitan non è più un perfetto sconosciuto come poteva esserlo quindici o vent'anni fa (ma in casa mia già si mangiava, dati i trascorsi macrobiotici di mia madre!). In ogni caso, per chi non lo sapesse ancora, si tratta di un alimento altamente proteico ottenuto dal glutine di frumento (o di farro). Ribattezzato in questo modo da Georges Ohsawa, il padre della macrobiotica, è l'equivalente del mian jin cinese o del fu giapponese, alimenti adottati dai monaci buddisti e diffusi da loro in buona parte dell'Asia. Il suo successo nella cucina vegetariana e macrobiotica è dovuto anche al fatto di poter essere utilizzato in tutte le preparazioni tradizionali a base di carne, ma con tempi di cottura decisamente più contenuti.
Su come ottenerlo, date un'occhiata qui. Per i più pigri, come me, lo si trova già bell'e pronto nei negozi di alimentazione naturale e nei supermercati più forniti (Ipercoop, Esselunga, ecc.).
Ed ecco una ricetta veloce ma appetitosa, adatta soprattutto ai neofiti ;-)


Seitan impanato


Ingredienti per 4

seitan 500 g
farina integrale 8 cucchiai
acqua 1 bicchiere
shoyu 1 cucchiaio
sale marino integrale 1 pizzico
olio extravergine d'oliva 1 bicchiere

Tempo di preparazione: 20'

Tagliate il seitan in modo da ottenere delle bistecche.
Preparate una pastella con farina, acqua, shoyu e sale, che dovrà risultare piuttosto densa. Immergeteci le fette di seitan, facendola ben aderire.
Scaldate l'olio in una padella a fuoco vivace. Quando l'olio è pronto (consiglio: mettete uno stuzzicadenti di legno nella padella, quando si formano delle bollicine intorno la temperatura è quella corretta), versate le fette di seitan e friggete sempre a fuoco vivace prima da un lato e poi dall'altro finché non sono dorate.
Scolate su carta assorbente, in modo da rimuovere l'olio in eccesso. Servite calde, con verdure crude.

E non provate a riutilizzare l'olio...

03 aprile 2008

Muesli tostato


Lo ammetto. Sono muesli-dipendente. Niente è più gradito al mattino di una bella tazza di muesli croccante. Sarà che lo si può preparare con (quasi) tutto quello che viene in mente, sarà perché lo trovo particolarmente saziante, ma il muesli, insieme alle creme di semi oleosi, mi fa davvero iniziare bene la giornata.

Solitamente creo delle combinazioni di fiocchi d'avena e di cereali con vari semi oleosi a "crudo", ma l'ultima volta ho provato prima a passare il tutto in forno per vedere cosa ne veniva fuori. Il muesli così passato l'ho trovato particolarmente goloso, la tostatura ne aumenta l'aroma.


Muesli tostato

Ingredienti per 12-15 porzioni

fiocchi d'avena 4 tazze
semi di girasole ½ tazza
semi di zucca ½ tazza
semi di sesamo ½ tazza
nocciole ½ tazza
mandorle ½ tazza
uvetta 1 tazza
frutta secca mista 1 tazza

Come accompagnamento (per singola porzione)
yogurt di soia 200 g
frutta fresca

Tempo di preparazione: 35' + raffreddamento

Accendete il forno a 180°. Foderate una teglia con carta da forno, e versate i fiocchi d'avena, i semi oleosi, le mandorle e le nocciole. Fate tostare nel forno per 20'-25', girando gli ingredienti ogni 5', per evitare che si brucino. Ritirare dal forno. Lasciate raffreddare.
Aggiungere l'uvetta e altra frutta secca a piacere (io ho usato dei fichi, delle albicocche, dell'arancia e delle ciliegie).
Versate in una tazza di vetro, coprite con yogurt di soia al naturale e terminate con frutta fresca di stagione (io ho usato un'arancia).


Ingredienti e varianti
Sbizzarritevi con la frutta essiccata, non facendo mancare l'immancabile uvetta, e scegliendo frutta non trattata con conservanti. Variate anche la frutta fresca, scegliendo prodotti di stagione e di produzione locale (o almeno le banane equo-solidali, che sono pure bio!).

Qui invece trovate un'altra versione, preparata da Vera.

19 marzo 2008

Nigiri sushi a Tokyo

Tokyo è il cuore economico, finanziario, politico e (insieme a Kyoto) culturale del Giappone.





È una città a cui sono particolarmente legato, sia perché ci vado spesso per lavoro, sia perché ci ho vissuto per un po' qualche anno fa. Il deprezzamento dello yen rispetto all'euro, la facilità nei trasporti, la sicurezza, la gentilezza dei giapponesi e la ricca offerta culturale, la rendono un luogo piacevolissimo da visitare (e pochissimi ne rimangono delusi).




A Tokyo dedico quindi questo post e la ricetta del nigiri sushi, il piatto più famoso della cucina giapponese, naturalmente rivisto in chiave vegetariana.


Nigiri sushi
握り寿司

Ingredienti per 4

Per il riso
riso bianco giapponese 250 g
alga kombu 1 cm
acidulato di riso 3 cucchiai
sakè 1 cucchiaino
malto di riso 2 cucchiai
sale marino integrale 1 cucchiaino

Per i nigiri sushi

tofu affumicato 60 g
seitan alla piastra 60 g
insalatini di cetriolo 30 g
natto miso 4 cucchiaini
pasta di wasabi puro 1 cucchiaino
acidulato di riso 1 cucchiaino
alga nori 1 foglio

Per accompagnare
insalatini di zenzero 50 g
shoyu 150 ml

Tempo di preparazione: 1h30'

Innanzi tutto preparate il riso: lavatelo accuratamente in acqua fredda e poi scolatelo bene. Versatelo in pentola e aggiungete 250 ml di acqua. Aggiungete il pezzetto di kombu e il sakè. Coprite con un coperchio e portate a ebollizione su fiamma vivace.
Non appena raggiunge il bollore, abbassate il fuoco al minimo e fate cuocere per 10'. Togliete l'alga e continuate a cuocere per 5'-8', fino a completo assorbimento dell'acqua.
Togliete la pentola dal fuoco e coprite con un canovaccio. Il riso dovrà riposare per 10', in modo da gonfiarsi un po'.
Mescolate l'acidulato di riso con il malto e il sale, facendo sciogliere bene il tutto.
Trasferite il riso in una terrina. Procuratevi una spatola di legno e un ventaglio (!!). Versate poco liquido e rimestate dolcemente con una spatola di legno per dare più aria possibile al riso. Contemporaneamente cercate di ventilare energicamente il riso per farlo raffreddare in fretta (meglio agire in due). Continuate fino al termine del liquido. Il riso per sushi va consumato entro la giornata di preparazione e non va messo in frigo.

Mescolate ora il cucchiaino di acidulato di riso rimasto con dell'acqua fredda in una terrina. Inumidite le mani con quest'acqua e prendete una porzione di riso grande più o meno come una noce. Schiacciatela fra il palmo della mano e le dita per darle una forma ovale. Procedete fino a esaurimento del riso, tenendo però da parte almeno 4 piccoli pugnetti (che verranno utilizzati per dei piccoli nori maki).
Spalmate poco wasabi su ogni nigiri.
Tagliate il tofu e il seitan a fettine abbastanza grandi da essere posizionate sui nigiri. Appoggiate quindi le varie fette sui pugnetti di riso premendo leggermente (volendo, per farle adderire bene, si può spalmare un po' di wasabi sulla parte inferiore delle fettine). I nigiri sushi devono essere il più possibile identici per forma tra loro. Potete anche preparne altri con un paio di fettine di insalatini di cetriolo.
Preparate infine dei nori maki con il natto miso. Tagliate il foglio di nori in quattro strisce, inumiditele leggermente con acqua. Avvolgete ogni polpettina di riso con la striscia, che dovrà sporgere di circa mezzo centrimetro in altezza. Sigillate l'alga con un po' d'acqua in modo da far aderire i bordi dell'alga. Riempite ogni maki con il natto miso.

Disponete i sushi su un piatto e accompagnateli con sushi ginger (insalatini di zenzero) e shoyu. Come mangiarli alla giapponese? Usate pure le mani, intingendo solo la copertura del sushi nella salsa di soia, in modo da evitare che la polpetta di riso si sfasci nel liquido!



Avvertenze sugli ingredienti
Il riso bianco giapponese può essere sostituito da qualsiasi riso a chicchi piccoli e tondi (Fino Ribe o Rosa Marchetti vanno bene). Più difficile procurarsi del wasabi di qualità: in Italia si trovano, nei negozi di specialità giapponesi o orientali, o i tubi di pasta con ingredienti di scarsa qualità (di solito si tratta di rafano bianco grattuggiato con l'aggiunta di una punta di wasabi, zucchero, amido di mais e sale), oppure i barattolini con polvere di rafano (bianco!) addizionata di colorante verde (e allora grattuggiate del rafano italiano e coloratelo con un po' di succo di spinaci!). Io di solito acquisto direttamente in Giappone dei tubi di wasabi puro grattuggiato con un po' di sale marino, di produzione bio. Se per caso qualcuno ne volesse, fatemelo sapere che ve li prendo volentieri :-) Tutti gli altri ingredienti si trovano nei reparti di cucina macrobiotica.


02 marzo 2008

Insalata tiepida di lenticchie giganti


Ritorno all'opera con una ricetta semplice ed estremamente naturale, a base di lenticchie, che contengono sali minerali e ormoni vegetali utili al buon mantenimento della struttura ossea. Le lenticchie hanno tempi di ammollo e cottura inferiori a quelli degli altri legumi, e sono sicuramente fra quelli più conosciuti e popolari.

Le lenticchie sono fra i miei legumi preferiti, le consumo almeno un paio di volte la settimana. E sono riuscito anche a farmi venire una reazione allergica una volta, consumandole a pranzo e cena per tre giorni consecutivi, a causa di una sfortunata coincidenza tra piatti serviti in mensa e una pentolata preparata a casa che non finiva mai...



Insalata tiepida di lenticchie giganti

Ingredienti per 4

lenticchie giganti 200 g
alga kombu 4 cm
aglio 1 spicchio
alloro 2 foglie
sale marino integrale 1 cucchiaino + 1 pizzico
olio extravergine d'oliva 2 cucchiai
shoyu 1 cucchiaio
prezzemolo 5 gambi

Tempo di preparazione: 40' + 5h di ammollo

Mettete le lenticchie in ammollo per almeno 5 ore insieme all'alga kombu. Sciacquatele e mettete lenticchie e alga in pentola a pressione con il triplo del volume di acqua. Aggiungete l'aglio e l'alloro, chiudete la pentola e mettete sul fuoco. All'inizio del fischio abbassate la fiamma e fate cuocere per mezz'ora.
Togliete quindi la pentola dal fuoco, fate calare la pressione, aprite e aggiungete un cucchiaino di sale. Mescolate, e quindi scolate le lenticchie, eliminando alga, alloro e aglio.
Lasciate intiepidire. Nel frattempo staccate le foglie del prezzemolo, lavatele e tritatele finemente.
Condite con olio, shoyu e un pizzico di sale. Guarnite con il prezzemolo.


09 febbraio 2008

Paté di hijiki




Questa ricetta veloce la dedico a Morrigan, chissà che non sia un modo per farle provare un piatto con le alghe :-)
Il piatto è tratto da "La Cucina Etica", la Bibbia italiana della cucina vegana. L'ingrediente base è la hijiki, un'alga bruna ricchissima di calcio e minerali. In Giappone, dove vengono consumate regolarmente, si dice che esaltino la bellezza e la forza dei capelli (no cari, per le stempiature non c'è nulla da fare...).





Paté di hijiki

Ingredienti - per 12

alghe hijiki 50 g
aglio 1 spicchio
prezzemolo 1 ciuffo + 1 per decorare
olio di sesamo 2 cucchiai
shoyu 2 cucchiai
aceto di riso 1 cucchiaio
tahina (crema di sesamo) 1 cucchiaino
limone ½
sale marino integrale 1 pizzico

Tempo di preparazione: 50'

Sciacquate le alghe e ammollatele in acqua calda per 20'.
Portate a ebollizione dell'acqua e versate quindi le hijiki scolate, cuocete per 20'.
Lavate il prezzemolo e sminuzzatelo. Spremete il limone e raccogliete il succo.
Scolate le hijiki, e frullatele con tutti gli altri ingredienti.
Decorate con un po' di prezzemolo tritato.



Hijiki pâté

Hijiki is a brown sea vegetable which grows on the rocky coastlines around Japan, Korea and China. It is a traditional Japanese food, consumed regularly, said to help hair beauty and thickness (no, nothing to do if you're bald...). It is particularly rich in calcium and minerals.

Ingredients - serves 12

hijiki seaweeds 1.75 oz (50 gr)
garlic 1 clove
parsley 1 tuft + 1 for garnish
sesame oil 2 tablespoons
shoyu (soy sauce) 2 tablespoons
rice vinegar 1 tablespoon
tahini (sesame paste) 1 teaspoon
lemon ½
grey sea salt 1 pinch

Cooking time: 50'

Rinse hijiki and soak in warm water for 20', then boil it for 20'.
Rinse parsley and chop it. Squeeze the lemon.
Strain hijiki and put them in a blender with all the other ingredients to obtain a soft pâté. Garnish with chopped parsley.



Hijikipastete

Hijiki ist eine Alge, die oft in Japan genutzt wird. In Japan wird es gesagt, dass sie die Schönheit und die Kraft der Haare hervorhebt (nein, es gibt keine Lösung für Geheimratsecken...). Sie sind besonders calciumreich und mineralvoll.

Zutaten - für 12

Hijikialgen 50 Gr.
Knoblauch 1 Zehe
Petersilie 1 Büschel + 1 zum Schmuck
Sesamöl 2 Esslöffel
Shoyu (Soyasauce) 2 Esslöffel
Reisessig 1 Esslöffel
Tahina (Sesampaste) 1 Teelöffel
Zitrone ½
Vollsalz 1 Prise

Vorbereitungszeit 50'

Die Hijiki spülen und in warmen Wasser ca. 20 Minuten einweichen. Dann 20 Minuten in kochendem Wasser sieden.
Die Petersilie spülen und zerkleinen. Die Zitrone ausdrücken.
Die Algen abgießen und mit anderen Zutaten im Mixer mixen.
Mit zerkleinerter Petersilie schmücken.