31 maggio 2007

Bulgur e quinoa

Dopo le recenti ricette di Arame e Matteo, non potevo non proporre una ricettina velocissima e semplicissima per gustare in maniera molto naturale uno dei due "non-cereali" originari dell'America centrale, la quinoa. Come spiegato anche negli altri due blog, la quinoa non è un cereale, ma per consistenza e metodo di cottura si avvicina molto alle graminacee, in più è altamente proteica, adatta a chi fa sport di resistenza. Personalmente non la uso moltissimo, ma è un ingrediente sicuramente versatile e veloce da preparare. Qui è in abbinamento con il bulgur, di cui avevo già parlato in precedenza.

Ingredienti per 4 persone

bulgur 100 g
quinoa* 100 g
shoyu 2 cucchiaini

*del commercio equo e solidale

Tempo di preparazione: 30'


Versate gli ingredienti in un pentolino con 300 ml d'acqua e portate a ebollizione.
Abbassate la fiamma e lasciate cuocere 20' fino a completo assorbimento dell'acqua.
Lasciate infine riposare per 5' prima di servire.

29 maggio 2007

Insalata di miglio e valerianella

Una fresca insalata primaverile a base di una delle insalate tipiche di questa stagione, la valerianella (conosciuta anche come "dolcetta" e "soncino" - insomma, una vera trasformista!), con l'aggiunta di verdure al vapore e miglio.

Ingredienti per 6

valerianella 300 g
carote 4
fagiolini 200 g
miglio 400 g
olive nere 8 cucchiai
olio extravergine d'oliva 6 cucchiai
tamari 3 cucchiai
sale marino integrale 1 pizzico

Tempo di preparazione: 45' + raffreddamento

Lavare e spuntare fagiolini e carote. Tagliateli a pezzi e cuoceteli a vapore per 10'.
Tagliare le carote a bastoncino e cuocerle 10' a vapore.
Lasciar raffreddare le verdure.
Sciacquate il miglio, e mettetelo a cuocere in pentola con 800 ml d'acqua e un pizzico di sale. Una volta cotto (ci vorranno circa 20' perché assorba l'acqua), lasciarlo raffreddare.
Lavate e asciugate bene la valerianella, stendetela sul piatto di portata. Versateci sopra il miglio, gli ortaggi e le olive.
Condite con l'olio e il tamari.

26 maggio 2007

Crema di barbabietole


Come tutti, anch'io ho dei cibi che proprio non mi vanno a genio, o meglio, uno: le barbabietole. Le ho sempre mangiate a sforzo, e non ho mai capito come a qualcuno potessero piacere! Di recente le sto (masochisticamente) riscoprendo... E così, spulciando un ricettario scritto da Progetto Vivere Vegan, ho deciso di mettermi alla prova con una crema che, dalla semplice lettura, mi pareva piuttosto disgustosa. E invece, sorpresa delle sorprese, le dolciastre rape rosse si sono magicamente tramutate in un delizioso antipasto colorato! Nonostante la quantità industriale che ne è uscita, in due giorni è stata fatta letteralmente fuori a casa mia ;-)

Ingredienti: per 6-8

barbabietole (rape rosse) 800 g
acidulato di umeboshi 4 cucchiaini
olio extravergine d'oliva 6 cucchiai
timo secco 1 cucchiaino

Preparazione: 10'

In commercio si trovano già le barbabietole lessate (anzi è più semplice trovarle così che fresche!), altrimenti, partendo dal prodotto fresco, dovrete calcolare un po' più di tempo per la cottura.
Tagliatele a pezzetti, mettetele nel frullatore con gli altri ingredienti e frullate fino a ottenere un composto morbido e omogeneo.
L'acidulato di umeboshi è un aceto che si ricava dall'omonima "prugna" giapponese (che in realtà è un'albicocca acerba), in vendita nei negozi di prodotti naturali e macrobiotici. È già dolcemente salato, quindi è ottimo su insalate e verdure lesse o al vapore.
Da servire con del buon pane, meglio se integrale e a lievitazione naturale!

24 maggio 2007

De vinibus


Grazie a questo blog ho potuto conoscere molte persone interessanti, persone sicuramente non superficiali, e che sanno andare al di là di quella immagine da "Italietta" che ci viene propinata quotidianamente dai mass media. Una di queste è una giovane appassionata di vini, e viticoltrice lei stessa, che mi ha colpito per la passione con cui realizza i suoi vini. E, vi assicuro, che quello che fa, lo sa fare! Nel suo blog troverete un accenno a come sono riuscito ad assaggiare i suoi vini, frutto di tanto lavoro e dedizione.


Ma, oltre al boquet sprigionato dalle sue bottiglie, e alla leggerezza dei suoi vini, una cosa che mi ha particolarmente colpito è l'attenzione ai particolari, che appagano la vista, così come il gusto.


Davvero i miei complimenti a Val, nella speranza che possa crescere e farsi conoscere, senza perdere mai l'entusiasmo e la cura con cui realizza questi suoi piccoli capolavori.
(Quello nelle foto è il suo Soave Brut, uno spumante effervescente e leggero come uno champagne, che ha accompagnato perfettamente tutto un pranzo, dall'antipasto - una crema di tofu e olive - al dessert - il dolce di mele e arance di cui trovate la ricetta qui).

22 maggio 2007

Arachidi piccanti


Sì, lo confesso, vado matto per le arachidi, e quando le compro (o quando le trovo in giro, ben evitando però quelle schifezze che mettono nei bar, tutte secche e piene di sale) riesco anche a trasformarmi nell'anello di congiunzione tra l'uomo e la scimmia ;-) Se, come me, non siete più paghi di gustarle al naturale, perché non provare a renderle belle piccantine per un aperitivo "infuocato"?



Arachidi piccanti

Ingredienti per 6

arachidi tostate 400 g
zucchero integrale (Mascobado)* 3 cucchiaini
sale marino integrale 1 cucchiaino
peperoncino in polvere 1/2 cucchiaino
chili in polvere* 1/2 cucchiaino
olio di girasole spremuto a freddo 1 cucchiaio
*del commercio equo e solidale

Tempo di preparazione: 40'


Innanzi tutto sgusciate le arachidi (e non mangiatevele nel mentre): da 400 g arachidi intere dovreste ricavare 250 g di arachidi "nude" ;-)
Riscaldate il forno a 180°.
Mescolate in una terrina le arachidi con tutti gli altri ingredienti. Sistemarle sulla teglia del forno precedentemente ricoperta di carta da forno e infornare. Rigirare dopo 5' e lasciar dorare altri 5'. Ritiratele e mangiatele o calde o a temperatura ambiente.

20 maggio 2007

Cena vegan 2


Resoconto di una nuova cena vegan... resoconto tardivo, in quanto, come capirete dai piatti, decisamente più "invernali", la cena risale a due mesi fa, per esattezza al 17 marzo. Cambio di lavoro e impegni vari (non da ultimo l'imminente Vegfestival, a cui spero accorrerete numerosi) non mi hanno permesso di organizzarne altre. Spero di riuscirci presto, magari con un buffet di inizio estate!

Immagini sparse della serata, con menù a base di pizzapiadine, spaghetti di riso giapponesi con tofu affumicato e verdure saltate, hummus di fagioli cannellini, broccoli con noci e pinoli, e una riuscita sperimentazione, una crema di broccoli e pomodori secchi, ideata da Romina (di cui posterò però la ricetta a settembre, quando sarà nuovamente tempo di questo verde ortaggio...), concludendo con un classico castagnaccio e una torta di cioccolato alle fave di cacao piuttosto lasciva ;-)




17 maggio 2007

Tempeh mediterraneo


Dopo aver letto la bella ricetta di Arame, perché non cimentarsi in un altro piatto a base di tempeh, un derivato della soia, di origine indonesiana, piuttosto versatile e dal gusto abbastanza deciso? Deciso sì, tanto che la prima volta che l'ho mangiato non mi è piaciuto molto. Ma l'avevo anche cucinato male: una volta arricchito con erbe aromatiche o altri condimenti a piacere, permette di creare piatti ben caratterizzati e dal sapore decisamente stuzzicante.

Ingredienti (per 4)

tempeh 300 g
cipolla 1
salsa di pomodoro 8 cucchiai
olio extravergine d'oliva 4 cucchiai
shoyu 2 cucchiai
acqua calda 2 cucchiai
dado granulare vegetale senza glutammato 1 cucchiaino
basilico una decina di foglie
peperoncino 1/2 cucchiaino
origano 1 cucchiaino
sale marino integrale 1 pizzico

Tempo di preparazione: 30'

Tagliare il tempeh a fettine e la cipolla a rondelle. Farli dorare qualche minuto in padella con olio e shoyu. Aggiungere la salsa di pomodoro.
Sciogliere il dado granulare nell'acqua calda e aggiungerlo in padella. Unire basilico, peperoncino, origano e sale.
Far cuocere 20'.

Ottimo accompagnato da cereali integrali!

14 maggio 2007

Rotolando verso nord...


Ultimamente sono un po' latitante pur avendo un bel po' di ricette da pubblicare. Il tempo è purtroppo davvero tiranno, e forse solo con una giornata di 48 riuscirei a fare tutto quello che vorrei fare ;-) In ogni caso due brevissime righe per ringraziare Vera, che dall'assolato Sud mi ha mandato un pacchettino con la pasta madre (come sapete la mia è deceduta per errore) e con quattro profumatissimi sacchetti di pisto, una miscela di spezie varie polverizzata che si usa di solito per alcuni dolci tipici napoletani.
La pasta madre, dopo un adeguato rinfresco, riposa ora in frigo (dove è raddoppiata nel giro di 12 ore), tra il latte di soia e l'olio di lino, mentre i sacchetti di pisto hanno donato un profumo persistente alla dispensa... Adesso dovrò pensare a qualche ricetta in cui poterlo utilizzare.
Che dire, grazie ancora Vera!

06 maggio 2007

Pizzapiadina


Come vi dicevo, lo scorso dicembre ho provato la cucina di uno dei migliori ristoranti vegan della East Coast, il Candle Café di New York. Oltre ad aver pagato il conto (non salato) e la mancia (obbligatoria, ben più salata!) ho acquistato anche il ricettario del ristorante, con tutte le ricette dei piatti migliori proposti dal ristorante. Mi ha subito colpito una composizione un po' fusion, a metà strada tra Napoli e Acapulco ;-) Si tratta della "pizzadillas", un piatto a base di quesadillas ma veganizzato e "mediterraneizzato". La mia versione dimentica invece gli influssi messicani, e integra il sapore della pizza marinara con la consistenza della piadina romagnola.

Ingredienti (per 6):

Per la salsa marinara:
olio extravergine d'oliva 6 cucchiai
aglio 4 spicchi
cipolla 1
pomodori pelati 1 barattolo
basilico 10 foglie
origano secco 1 cucchiaino
rosmarino secco 2 cucchiaini
sale marino integrale 1 pizzico
pepe nero 1 macinata abbondante

Per le "pizzapiadine":
aglio 2 spicchi
olio extravergine d'oliva 1 cucchiaio
piadine integrali di farro 6
mandorle spelate 50 g
lievito in scaglie 25 g
germe di grano 25 g
basilico 20 foglie
pomodori secchi 8
origano secco 1 cucchiaino
peperoncino in scaglie 1 cucchiaino
sale marino integrale

Tempo di preparazione 1h 15'

Preparate innanzi tutto la salsa alla marinara. Tagliate a fette sottili la cipolla e tritate gli spicchi d'aglio. Passateli in una padella con l'olio, fino a farli dorare. Aggiungete i pelati, il basilico, l'origano e il rosmarino, e cuocete a fuoco moderato per 20', mescolando ogni tanto.
Togliete dal fuoco, aggiungete sale e pepe nero grattuggiato sul momento, girate.
Passate il composto al mixer per amalgamarlo bene. Vi verrà fuori un bel po' di salsa, che di sicuro non utilizzerete tutta per il piatto... Conservatela per la pizza o per un piatto di pasta ;-)

Preparate ora il parmigiano vegan: passate nel frullatore le mandorle, il lievito e il germe di grano con un pizzico di sale. Raccogliete il composto ottenuto.
Spezzetate il basilico. Mettete i pomodori secchi in un bicchiere di acqua calda per 10'.
Mettete ora gli spicchi d'aglio in una padella con l'olio, cuocete a fuoco lento per almeno 10'. Lasciateli raffreddare e tagliateli a fettine sottili. Asciugate poi i pomodori secchi e tagliateli a fettine sottili.
Accendete il forno a 180°.
Prendete una piadina per volta e distribuite con un cucchiaio un po' di salsa marinara. Distribuite poi sopra del parmigiano vegan, basilico, fettine di aglio arrostito e pomodori secchi. Terminate con del sale, origano e peperoncino. Ripetete l'operazione per ogni piadina.

Ripiegate ogni piadina in due e mettete su una teglia con della carta da forno. Passate nel forno caldo per 10'.
Servite subito!

La ricetta l'ho proposta a una cena con amici che hanno gradito molto! Nella scelta della piadina è bene controllare gli ingredienti: quelle in vendita nei supermercati normali sono preparate con lo strutto (così come prevede la ricetta originale, per disgrazia del maiale...). Al contrario, nei negozi d'alimentazione naturale, troverete dei sostituti decisamente migliori a base di olio extravergine d'oliva e farine integrali.

01 maggio 2007

Pane integrale

Con la pasta madre è semplicissimo preparare del buon pane fatto in casa. La ricetta è quella base, che potrà essere arricchita con tutto quello che la fantasia può suggerire, realizzando dei pani sia dolci che salati.

Ingredienti: per 1 kg di pane

farina integrale 1 kg
acqua 1 bicchiere
pasta madre
sale marino integrale
1 pizzico

Tempo di preparazione: 10' + 1h di cottura + 36 h di riposo

Fate intiepidire l'acqua. Aggiungetela lentamente alla farina, unite poi il sale e la pasta madre. Lavorate il tutto fino a ottenere un impasto omogeneo.
Dategli una forma più o meno decente ;-) e lasciate riposare l'impasto per 12 ore in un luogo tiepido e privo di correnti d'aria. Meglio ancora se in un cesto di vimini coperto da un telo infarinato.
Prima di iniziare la cottura ricordatevi di prendere un pugno di pasta che costituirà l'impasto madre per la prossima panificazione. Riponetelo in un vasetto di vetro infarinato, chiuso, in frigorifero (NB. la pasta madre va riutilizzata entro 7 giorni).
Portate a ebollizione un po' d'acqua e sistematela in una ciotola da forno. Mettetela in forno e accendete a 200°: si creerà così un ambiente umido favorevole per la cottura del pane.
Quando è caldo, inserite l'impasto e, dopo 30', abbassate la temperatura a 180°: fate cuocere ancora 30'.
Estraete il pane e fatelo riposare 24h prima di consumarlo. Per conservarlo (dura una settimana circa), tenetelo in un sacchetto di carta o di tela fuori dal frigorifero.

27 aprile 2007

Pasta madre


Dopo aver letto una ricetta di Vera, mi è venuto in mente di includere anche nel mio blog un accenno alla pasta madre (o pasta acida o lievito naturale). È la tecnica più antica di lievitazione, e come molti sanno presenta numerosi vantaggi dal punto di vista nutrizionale. Si usa per pane e dolci di grosse dimensioni di solito, in quanto durante la cottura il nucleo centrale dell'impasto mantiene viva una parte dei fermenti naturali. Una volta terminata la cottura, questi lieviti riprendono a moltiplicarsi, arricchendo il pane o il dolce di enzimi e vitamine.

Ecco la procedura che ho utilizzato io per la creazione del primo ceppo di pasta madre. Sarà che è una ricetta già ben sperimentata, sarà che sono fortunato, ma è venuta fuori una pasta acida particolarmente riuscita ;-)

Ingredienti per 2 kg di pane integrale

farina integrale
4 kg circa
malto di riso 1/2 cucchiaino



sale marino integrale 1 cucchiaio
acqua minerale 1 litro circa

Tempi: lunghi!!! Calcolate 6 giorni prima di poter gustare il vostro primo pane!

La cosa essenziale è quella di lavorare in un ambiente caldo: la lievitazione e il freddo non vanno d'accordo!

Fase 1 - creazione del ceppo iniziale
Intiepidite mezzo bicchiere d'acqua minerale. Setacciate tre cucchiai di farina circa. Sciogliete in una ciotola la farina nell'acqua. Dolcificate con il malto. Mettete a riposare per due giorni in un luogo tiepido e al riparo da correnti d'aria (io ho usato un armadio!), coprendo la ciotola con un tovagliolo di stoffa bagnato in acqua caldo e ben strizzato.
Passati i due giorni, riprendete la pastella, che si sarà inacidita, e unitevi mezzo bicchiere di acqua tiepida. Setacciate 500 g di farina e aggiungetene tanta quanta ce ne vuole per formare un panetto morbido, che non si attacchi alle mani. Coprite nuovamente con un panno umido e lasciate riposare un altro giorno nel solito posto.
Passate 24 ore, riprendete la pasta, che sarà gonfia, scioglietela con 3 cucchiai di acqua tiepida. Setacciate 500 g farina e aggiungetene tanta quanta ce ne vuole per fare una pagnotta consistente. Mettetela nella ciotola, copritela con un panno umido e rimettete nell'"antro" prescelto a far riposare.
Passate altre 24 ore, l'impasto avrà raddoppiato di volume: ecco a voi il vostro primo ceppo di pasta madre!

Fase 2 - preparazione della pasta madre
Ma non è finita qui... Setacciate 700 g di farina (dovreste ottenere circa 500 g di farina). Intiepidite 250 ml di acqua minerale. Diluite il ceppo con lacqua. Unite la farina e impastate per qualche minuto per amalgamare il tutto bene, formate una palla e mettete in una terrina. Lasciate lievitare il tutto per 10 ore, nello stesso luogo tiepido e sempre coperto da un panno umido. La pasta madre sarà pronta quando il volume della pagnotta sarà raddoppiato e la superficie si presenterà screpolata.

Fase 3 - preparazione del primo impasto
Setacciate 3 kg di farina integrale o quanta ne basta per ottenere 2 kg di farina setacciata. Intiepidite 1/2 litro di acqua minerale e scioglietevi il cucchiaio di sale. Prendete ora la terrina con la pasta madre e versatevi lentamente l'acqua tiepida salata. Amalgamate fino a ottenere una pastella omogenea. Versatela poi lentamente sulla farina setacciata. Impastate il tutto, a lungo, con movimenti dal basso verso l'alto cercando di incorporare quanta più aria possibile. Ottenuto un impasto omogeneo, spianatelo e rivoltatelo più volte, lavorandolo per almeno 5 minuti abbastanza vigorosamente! Per fare il vostro primo pane, lasciate lievitare ancora per 2 ore.
Passate le due ore, staccatene un pugnetto, che vi servirà per la prossima panificazione (da fare entro 7 giorni, pena morte della pasta madre!). Conservatela dentro un barattolo in cui avrete versato della farina, da tenere in frigorifero.
Fatto questo fate lievitare l'impasto, diviso in due, ancora per due ore. Una volta trascorse, fate bollire un bicchiere d'acqua, accendete il forno a 220°, e inseritevi una terrina di coccio o di acciaio con l'acqua bollente. In questo modo si creerà un ambiente umido favorevole alla lievitazione. Inserite le due forme, e dopo 15' abbassate la temperatura a 190°. Cuocete ancora per 45'. Il vostro primo pane casalingo sarà buonissimo (ma consumatelo dopo un giorno, così perde di acidità).

Epilogo
La mia pasta madre ha retto benissimo per un mese... Purtroppo è morta a causa di un mio errore: ho preparato del pane alle olive, ma ho staccato il ceppo per la panificazione successiva DOPO aver aggiunto le olive... Queste ultime si sono ammuffite nell'impasto causandone l'acidificazione e l'inutilizzabilità...




Preghierina finale


Se qualche anima pia volesse ora passarmi un ceppo... Ero infatti riuscito a realizzarla sfruttando la settimana che mi ero preso quando ho cambiato lavoro due mesi fa... Ora non riuscirei proprio ad avere il tempo di rifarla!

21 aprile 2007

Maccaroncelli al cavolfiore

Anche il cavolfiore ci sta per dire arrivederci, dopo averci accompagnato per tutto l'inverno con il suo sapore inconfondibile (e con il suo odore, soprattutto in cottura...). Lo ritroveremo nuovamente in autunno, a partire da ottobre.
L'accostamento con una pasta tradizionale del Sud, i maccaroncelli calabresi (eccone uno qui in foto!), con le olive, l'uva passa e i pinoli mi è sembrato particolarmente azzeccato.


Ingredienti (per 4):


maccaroncelli 350 g
uva passa 50 g
pinoli 50 g
cavolfiore 1 (piccolo)
crema di olive 3 cucchiai rasi
mandorle spellate 20 g
lievito in scaglie 10 g
germe di grano 10 g
cipolla 1
basilico 8 foglie
zafferano 1 bustina
olio extravergine d'oliva 4 cucchiai
sale marino integrale 1 cucchiaio + 1 pizzico

Tempo: 1h 10'

Per prima cosa lessate il cavolfiore piuttosto al dente in acqua bollente (10' circa). Conservate l'acqua di cottura.
Affettate la cipolla e fatela appassire in padella con l'olio. Diluite lo zafferano in un paio di cucchiai di acqua e aggiungerlo alla cipolla. Coprire e cuocere a fuoco minimo.
Dividete il cavolfiore lesso in cimette e aggiungetelo in padella, insieme alla crema di olive, all'uvetta e ai pinoli. Mescolate e fate insaporire per 5-10 minuti a fuoco bassissimo.
Mettete sul fuoco l'acqua di cottura del cavolfiore, quando raggiunge il bollore aggiungete il sale e la pasta. Scolate quando è pronta, seguendo i tempi di cottura indicati sulla confezione.
Nel frattempo frullate finemente mandorle, lievito in scaglie, germe di grano e un pizzico di sale per ottenere il parmigiano vegan ideato da Vera. Tritate il basilico.
Scolate la pasta e saltatela in padella con gli altri ingredienti, aggiungendo anche il basilico e il parmigiano vegan. Mescolate infine il tutto e servite.
Ma affrettatevi, la stagione dell'amico cavolfiore volge al termine ;-)

14 aprile 2007

Dolce di mele e arance

Un dolce leggero, molto morbido, per dire arrivederci a due frutti tipicamente invernali, la mela e l'arancia, la cui stagione è ormai agli sgoccioli. Salutiamoli come si deve con questa ricetta ;-)

Ingredienti (per 8)

mele 2
arance 2
farina integrale 150 g
tofu 125 g
margarina vegetale non idrogenata 100 g
malto di riso 300 g
sale marino integrale 1 pizzico
pangrattato integrale* 50 g + 1 cucchiaio
*attenzione allo strutto!! Controllare l'etichetta
olio extravergine d'oliva 1 cucchiaio
composta di albicocche senza zucchero 2 cucchiai abbondanti

Tempo di preparazione 1 h + 12 h di riposo

Versate la farina in una terrina, aggiungete la margarina, il malto e il sale. Sbriciolate il tofu e aggiungetelo agli altri ingredienti.
Impastate bene il tutto, eliminando con cura i grumi. Coprite la terrina e mettete a riposare in frigo per 12 h (o per una notte).
Oliate una teglia e versate un cucchiaio di pangrattato, ruotando la teglia per farlo aderire a fondo e pareti. Mettete la pasta e livellatela.
Stendete la composta di albicocche e ricoprite con il restante pangrattato.
Sbucciate le mele e le arance, e tagliatele a fette sottili. Disponetele sulla base.
Accendete il forno a 220° e infornate per 30' circa.
Lasciate raffreddare e servite!

09 aprile 2007

Orecchiette con pesto di tofu e noci

Il fine settimana pasquale giunge al termine, e domani bisogna riprendere gli impegni abituali. È stato, per fortuna, un weekend molto piacevole: ho cucinato (molto - per fortuna si è mangiato sempre vegan!), ho guardato due film molto belli, e oggi mi sono goduto la splendida giornata con un giro molto rilassante sulle colline tra Torino e l'Astigiano (e ho fatto il pieno di vitamina D con due ore sdraiato al sole ;-)).
In attesa di scaricare le foto di alcune delle realizzazioni di questi giorni, vi propongo uno dei miei "cavalli di battaglia": il pesto di tofu, in accostamento azzardato con delle orecchiette pugliesi. Il pesto di tofu è uno dei metodi migliori per far conoscere questo versatile alimento a chi non ne sa nulla: acquisisce infatti la consistenza tipica della ricotta, e accompagna perfettamente molti formati di pasta (trenette e pasta lunga in primis).

Ingredienti (per 4):

orecchiette 350 g
tofu 120 g
noci 80 g (sgusciate)
aglio 1 spicchio
prezzemolo 3 rametti
sale marino integrale

Tempo di preparazione: 35'

Portate a ebollizione una tazza d'acqua con mezzo cucchiaino di sale. Versate il tofu e fatelo bollire 10 minuti.
Nel frattempo, pestate le noci e l'aglio in un mortaio (io uso il suribachi, il mortaio giapponese), riducendoli in poltiglia. Aggiungete il tofu, ben sgocciolato, e pestatelo insieme.
Tritate il prezzemolo e unitelo al pesto.
Portate a ebollizione abbondante acqua, versate un cucchiaio raso di sale quando bolle e versate la pasta, attenendovi ai tempi di cottura indicati sulla confezione.
Prima di scolarla, tenete da parte un po' di acqua di cottura, con cui stempererete il pesto.
Condite la pasta.



07 aprile 2007

Bruschette

Fervono i preparativi per i festeggiamenti pasquali, e io sono qui a elaborare menù per i prossimi due giorni... Sicuramente non la proporrò per Pasqua, ma la bruschetta, nella sua versione più semplice, è uno dei miei comfort food preferiti: calda e profumata d'aglio, è adatta come antipasto, aperitivo o semplice merenda (okay, evitatela se siete in ufficio o se dovete rapportarvi con molte persone!).

Ingredienti (per 4):

pane bianco casereccio* 4 fette di 70-80 g ciascuna
*a lievitazione naturale (pasta acida)
aglio 2 spicchi
olio extravergine d'oliva 4 cucchiai abbondanti
sale marino integrale 1 pizzico

Tempo di preparazione: 15'

Accendete il forno a 200°. Tagliate le fette di pane a metà.
Una volta caldo, ponete le fette di pane nel forno. Dopo 5 minuti giratele. Lasciatele tostare per altri 5 minuti.
Spelate gli spicchi d'aglio. Sfregateli con una forchetta sulle fette di pane abbrustolito, cercando di consumarli un po'.
Adagiate sul piatto, condite con l'olio e il sale.
Servite subito!

Non mi resta che augurarvi buona Pasqua, nella speranza che lo sia davvero, anche per tutti gli altri animali.

03 aprile 2007

Torta al tarassaco

Ispirato dalla splendide ricette di Matteo e di Vera, mi sono cimentato nella preparazione di una torta al tarassaco, adatta al periodo primaverile, in cui questa pianta spontanea cresce rigogliosa un po' dovunque. È, dicevo, una pianta spontanea, ricca di virtù medicinali, spesso utilizzata in erboristeria per le sue proprietà depurative. Pur essendo molto comune, andrebbe comunque raccolta in campi lontani dalle strade e da possibili inquinanti.
In questa ricetta il tarassaco la fa da protagonista, anche se è supportato da altre foglie verdi, quelle delle bietole e della borragine (altra pianta spontanea). Al posto della borragine potete utilizzare anche l'ortica che, una volta cotta, non è più urticante, mentre il burro di soia potrà essere sostituito da qualsiasi margarina vegetale non idrogenata.

Ingredienti (per 8):

Per l'impasto
farina integrale 600 g
burro di soia 200 g
cremortartaro 10 g (mezza bustina)
sale marino integrale un pizzico
semi di sesamo 2 cucchiai

Per il ripieno
tarassaco 500 g
bietole 300 g
borragine 200 g
cipollotti 4
tofu 100 g
aglio 2 spicchi
olio extravergine d'oliva 2 cucchiai
sale marino integrale 1

Per la tortiera
olio extravergine d'oliva 1 cucchiaio
farina integrale 2 cucchiai

Tempo di preparazione: 1h30'

Preparate l'impasto, amalgamando la farina, il burro di soia, il cremortartaro e il sale. Formate una palla liscia e mettetela mezz'ora in frigo a riposare.
Portate a ebollizione dell'acqua, salate quando bolle con un cucchiaino abbondante di sale, e scottate per 2-3 minuti prima le bietole, poi il tarassaco e infine la borragine. Scolatele e strizzatele bene.
Tagliate i cipollotti a rondelle.
Versate l'olio in padella insieme ai cipollotti e agli spicchi d'aglio, fateli appassire con un pizzico di sale. Tagliate le erbe cotte sottilmente e passatele in padella. Salate a piacere.
Prendete la tortiera, ungetela con l'olio e infarinatela bene.
Prendete ora il panetto nel frigo, dividetelo a metà. Stendete la prima metà e appoggiatela sul fondo della tortiera, facendo aderire la pasta sia sul fondo che sui bordi.
Sbriciolate il tofu, mescolatelo alle verdure e distribuite il composto sulla pasta.
Stendete ora la seconda metà dell'impasto e riponetela sopra il composto. Ripiegate i contorni della pasta sottostante, ricucite la torta pizzicando il bordo con le dita. Insomma, curatela anche esteticamente ;-)

Accendete il forno a 200°.

Spennellate la superficie con acqua e versate i semi di sesamo.
Infornate per 30 minuti...
e lasciatela almeno intiepidire un po' prima di buttarvici sopra ;-)

31 marzo 2007

Renette e cetrioli


Uno dei migliori acquisti che potrete fare è "La cucina etica" (Barbero, Cattelan, Sagramora), edito dalle Edizioni Sonda. A soli 18 € avrete a vostra disposizione più di 700 ricette completamente vegetali, per scoprire così che è possibile mangiare bene e in maniera gustosa senza danneggiare e sfruttare gli animali. Ed è proprio da questa "bibbia dei vegan italiani" che ho tratto questo antipasto agrodolce, veloce da preparare e ideale per i primi tepori primaverili. La ricetta originale prende il nome di "antipasto sfizioso", ma l'ho ribattezzata perché preferisco di solito dare risalto agli ingredienti utilizzati, per renderli davvero protagonisti, e perché ho apportato due minime modifiche.

Le mele renette, dolci e croccanti, fanno da saporito accompagnamento ai cetrioli sott'aceto. Nella ricetta ho utilizzato dei cetrioli olandesi maxi conservati in aceto e semi di senape, carissimi ma decisamente al di sopra dei normali cetriolini in commercio (che non compro mai perché eccessivamente acidi per i miei gusti).



Ingredienti (per 4):


mele renette 3
cetrioli sott'aceto 150 g

limone 1
olio extravergine d'oliva 4 cucchiai
sale marino integrale 1 pizzico
pepe nero 1 pizzico abbondante, grattuggiato

Tempo: 20' + 30' di riposo

Spremete innanzi tutto il limone per ricavarne il succo.
Sbucciate una mela alla volta, eliminate il torsolo e tagliatela a dadini. Irrorateli subito con un po' di succo di limone, per evitare che anneriscano (il difetto principale di utilizzare le mele in cucina!). Ripetete l'operazione con le altre due.
Tagliate i cetrioli a rondelle, piuttosto sottili, e uniteli alle mele.
Condite con l'olio e il pepe nero.
Mettete tutto in frigorifero per almeno 30 minuti a riposare.
Al momento di servire aggiungete il sale.

27 marzo 2007

Zuppa di borlotti e radicchio


Sarà che qualunque cosa ci si metta sono sempre buone, sarà perché mi ricordano la mia infanzia, ma a me le zuppe piacciono davvero tanto. In questa che ho preparato ho usato una verdura un po' inusuale da cucinare in brodo, il radicchio, ma il risultato mi è sembrato decisamente riuscito. L'abbinamento con i fagioli rende questa zuppa particolarmente ricca e gustosa.

Ingredienti (per 4)

fagioli borlotti 200 g (secchi)
radicchio rosso di Treviso 500 g
polpa di pomodoro 100 g
aglio 2 spicchi
sedano 2 coste
prezzemolo 1 ciuffo
olio extravergine d'oliva 2 cucchiai
sale marino integrale 1 cucchiaino
pepe nero 1 grattuggiata
pane integrale 4 fette

Tempo: 1h20' + 8/12 h per l'ammollo

Mettete a bagno la sera prima i fagioli.
Scolateli, sciacquateli e poneteli in una pentola di terracotta. Copriteli con acqua fredda.
Tritate l'aglio e il sedano, unite il trito ai fagioli insieme all'olio e alla polpa di pomodoro. Portate il tutto a ebollizione, abbassate la fiamma e fate cuocere per un'ora, mescolando di tanto in tanto.
Nel frattempo lavate il radicchio e tagliatelo in pezzi grossi.
Mettete un'altra pentola sul fuoco con dell'acqua. Portate a ebollizione, aggiungete mezzo cucchiaino di sale e il radicchio. Fate riprendere l'ebollizione. Fate cuocere il radicchio 2 minuti, poi scolatelo e aggiungetelo alla zuppa, cuocendo ancora una decina di minuti.
Accendete il forno a 200° e, quando sarò caldo, ponetevi le fette di pane a tostare per una decina di minuti, girandole dopo 5 minuti.
Tritate il prezzemolo, e unitelo alla zuppa con mezzo cucchiaino di sale e una grattata di pepe nero.
Servite la zuppa con le fette di pane abbrustolito.

25 marzo 2007

Un week-end sur la Côte...

Sono ancora vivo, anche se è più di una settimana che non scrivo sul blog... Ho appena cambiato lavoro, e quindi sono stato un po' preso dalle novità. Avendo appena scaricato le foto fatte circa un mese fa durante un fine settimana passato a Nizza, vi tocca ora leggervi il resoconto!

Mangiare vegan in Francia non è fra le imprese più facili, formaggi e burro sono in agguato ovunque ;-) Per fortuna in Costa Azzurra e in Provenza è l'olio d'oliva a farla da padrone nei condimenti, quindi si può stare un po' più sul sicuro!
Data anche la vicinanza con Torino, sono stato molte volte a Nizza, una città che mi piace molto, soprattutto per il suo clima, e che ho spesso utilizzato come base per visitare gli splendidi paesaggi che rendono la Costa Azzurra celebre in tutto il mondo.

Nizza non offre una grossa scelta di locali esclusivamente vegetariani, ma sono comunque riuscito a scovare due chicche dove poter gustare piatti 100% vegetali. E se proprio siete di fretta, assaggiate una delle specialità locali, la socca, la versione francese della farinata ligure (è identica!).
La prima è il ristorante biologico Bio & Cie (12, rue Alberti, tel. +33 (0)4 93 01 94 70). Bio, non vegetariano! Quindi fra i piatti ce n'è sempre uno di carne :-( Per fortuna c'è sempre almeno un'alternativa vegana sia per le entrées, che per i piatti principali e i dolci. Altra pecca sono gli orari d'apertura: la sera infatti è chiuso, con l'eccezione del sabato (dalle 19.30 alle 22). Ed è di sabato, infatti, che ci siamo andati...

Come entrée, una fresca insalata con germogli...


Seguita da un sostanzioso crumble di funghi...

...e da una panna cotta all'arancia.

La qualità è elevata, i prezzi... pure!

L'altro locale è Le Speakeasy (7, Rue Lamartine): 100% vegan, è gestito da una signora californiana dai modi piuttosto spicci, ma che sa il fatto suo in cucina. Il locale è minuscolo, piuttosto disordinato, tappezzato di locandine animaliste e aperto solo a pranzo (venerdì e sabato anche a cena). I muffin sono sensazionali!

Come dicevo sono stato diverse volte sulla Côte, ma da fare c'è sempre molto, e questa volta, oltre a visitare l'interessante Osservatorio astronomico di Nizza, situato sul Mont Gros, da cui si gode un panorama mozzafiato della città e della sua celebre baia...

Lasciandoci dietro l'atmosfera del Carnevale nizzardo...

...ci siamo dedicati a visitare i due paesi arroccati di La Turbie...


...con il suo Trofeo di Augusto, monumento di epoca romana che celebra le vittorie dell'Impero sulle tribù locali...

...e la pittoresca Roquebrune...

...con il suo castello diroccato a picco sul mare...


Ed eccomi con un'espressione fintamente rilassata sul parapetto del camminamento di ronda...purtroppo neanche la dieta vegan fa miracoli contro le vertigini!!