31 marzo 2008

Marzo 2008

Breve riepilogo del mese (ho postato poco, sono stato via per lavoro in Russia e Giappone, e per piacere in un bellissimo bioagriturismo nella Langa Astigiana).

Per quanto riguarda le ricette, due piatti mediterranei, l'insalata tiepida di lenticchie giganti e il tortino di patate e tarassaco, e un tocco di Giappone, con il nigiri sushi.

Sempre in tema d'Oriente, qualche foto da Tokyo. E nuove foto anche per le arachidi piccanti.

Infine la recensione del ristorante vegan e crudista Half Sweets a Tokyo.

Aprile si prospetta un mese più prolifico...

25 marzo 2008

Tortino di patate e tarassaco


Ufficialmente è iniziata la primavera, ma con il freddo di questi giorni sembra di essere tornati indietro di un paio di mesi. Anche Pasqua è trascorsa velocemente, ma in maniera piacevole. Sono riuscito tra l'altro a monopolizzare la cucina (della casa in montagna), e quindi niente prodotti e derivati animali occultati in qualche angolo del frigo ;-) In compenso ho raggiunto i miei da Torino domenica mattina con un trolley carico di shoyu, gomasio e semi oleosi!
All'inizio della primavera, è mia consuetudine ormai da qualche anno utilizzare una delle erbe spontanee più comuni nei prati: il tarassaco (dente di leone), disponibile per tutta la stagione primaverile. Il suo verde brillante e il suo gusto amarognolo ben si adattano a favorire il processo depurativo nel cambio di stagione. Lo si può acquistare al mercato, oppure ci si può armare di coltello e sacchetto di carta (o cesto di vimini), e recarsi in un prato lontano dal traffico per raccoglierlo.
In questo caso l'ho utilizzato nella preparazione di una simil-frittata, come consuetudine pasquale (e in onore delle frittate alle erbe tipiche del paese dell'Appennino molisano da cui proviene la mia famiglia). Ho utilizzato, insieme al tarassaco, delle patate rosse di montagna, tipiche delle zone alpine del Piemonte (acquistate a Pamparato, paesino del Cuneese celebre soprattutto per le sue paste di meliga, biscotti a base di farina di mais), e ho insaporito il tutto con un bel trito di aglio, salvia e rosmarino.


Tortino di patate e tarassaco

Ingredienti per 4-8 persone

patate rosse 4
foglie di tarassaco 200 g
sostituto vegan delle uova (No-Egg) 4 cucchiai
parmigiano vegetale 4 cucchiai
rosmarino 1 rametto
salvia 8 foglie
aglio 1 spicchio
olio extravergine d'oliva 2 cucchiai
sale marino integrale 2 pizzichi

Tempo di preparazione: 1h20'

Spuntate i gambi del tarassaco e sciacquatelo bene per eliminare la terra. Sbucciate le patate, lavatele e tagliatele a pezzetti.
Mettete le verdure sul cestello per la cottura a vapore e inserite in una pentola con poca acqua. Coprite con un coperchio e fate cuocere per 15'.
Ponete le verdure in un mixer e riducetele in purea. Aggiungete il No-Egg, il parmigiano veg, una tazzina da caffè d'acqua e il sale. Miscelate per bene.
Sciacquate gli aghi del rosmarino e la salvia, asciugateli bene e tritateli insieme all'aglio. Mettete il trito in una padella antiaderente, aggiungete l'olio, e fate soffriggere rapidamente su fuoco basso.
Togliete la padella dal fuoco, versate l'impasto, livellandolo con un cucchiaio bagnato in acqua e fate rassodare per circa 20' a fuoco basso.
Girate il tortino dall'altro lato (aiutatevi con un foglio di carta da forno e un piatto) e fatelo cuocere per altri 20' a fuoco basso.
Servite subito caldo.


Sostituzioni
Al posto del No-Egg e prodotti affini, si può utilizzare pari quantità di fecola di patate. Il No-Egg in Italia è distribuito dalla Orgran, sul loro sito è possibile trovare i punti vendita che trattano i loro prodotti.

19 marzo 2008

Nigiri sushi a Tokyo

Tokyo è il cuore economico, finanziario, politico e (insieme a Kyoto) culturale del Giappone.





È una città a cui sono particolarmente legato, sia perché ci vado spesso per lavoro, sia perché ci ho vissuto per un po' qualche anno fa. Il deprezzamento dello yen rispetto all'euro, la facilità nei trasporti, la sicurezza, la gentilezza dei giapponesi e la ricca offerta culturale, la rendono un luogo piacevolissimo da visitare (e pochissimi ne rimangono delusi).




A Tokyo dedico quindi questo post e la ricetta del nigiri sushi, il piatto più famoso della cucina giapponese, naturalmente rivisto in chiave vegetariana.


Nigiri sushi
握り寿司

Ingredienti per 4

Per il riso
riso bianco giapponese 250 g
alga kombu 1 cm
acidulato di riso 3 cucchiai
sakè 1 cucchiaino
malto di riso 2 cucchiai
sale marino integrale 1 cucchiaino

Per i nigiri sushi

tofu affumicato 60 g
seitan alla piastra 60 g
insalatini di cetriolo 30 g
natto miso 4 cucchiaini
pasta di wasabi puro 1 cucchiaino
acidulato di riso 1 cucchiaino
alga nori 1 foglio

Per accompagnare
insalatini di zenzero 50 g
shoyu 150 ml

Tempo di preparazione: 1h30'

Innanzi tutto preparate il riso: lavatelo accuratamente in acqua fredda e poi scolatelo bene. Versatelo in pentola e aggiungete 250 ml di acqua. Aggiungete il pezzetto di kombu e il sakè. Coprite con un coperchio e portate a ebollizione su fiamma vivace.
Non appena raggiunge il bollore, abbassate il fuoco al minimo e fate cuocere per 10'. Togliete l'alga e continuate a cuocere per 5'-8', fino a completo assorbimento dell'acqua.
Togliete la pentola dal fuoco e coprite con un canovaccio. Il riso dovrà riposare per 10', in modo da gonfiarsi un po'.
Mescolate l'acidulato di riso con il malto e il sale, facendo sciogliere bene il tutto.
Trasferite il riso in una terrina. Procuratevi una spatola di legno e un ventaglio (!!). Versate poco liquido e rimestate dolcemente con una spatola di legno per dare più aria possibile al riso. Contemporaneamente cercate di ventilare energicamente il riso per farlo raffreddare in fretta (meglio agire in due). Continuate fino al termine del liquido. Il riso per sushi va consumato entro la giornata di preparazione e non va messo in frigo.

Mescolate ora il cucchiaino di acidulato di riso rimasto con dell'acqua fredda in una terrina. Inumidite le mani con quest'acqua e prendete una porzione di riso grande più o meno come una noce. Schiacciatela fra il palmo della mano e le dita per darle una forma ovale. Procedete fino a esaurimento del riso, tenendo però da parte almeno 4 piccoli pugnetti (che verranno utilizzati per dei piccoli nori maki).
Spalmate poco wasabi su ogni nigiri.
Tagliate il tofu e il seitan a fettine abbastanza grandi da essere posizionate sui nigiri. Appoggiate quindi le varie fette sui pugnetti di riso premendo leggermente (volendo, per farle adderire bene, si può spalmare un po' di wasabi sulla parte inferiore delle fettine). I nigiri sushi devono essere il più possibile identici per forma tra loro. Potete anche preparne altri con un paio di fettine di insalatini di cetriolo.
Preparate infine dei nori maki con il natto miso. Tagliate il foglio di nori in quattro strisce, inumiditele leggermente con acqua. Avvolgete ogni polpettina di riso con la striscia, che dovrà sporgere di circa mezzo centrimetro in altezza. Sigillate l'alga con un po' d'acqua in modo da far aderire i bordi dell'alga. Riempite ogni maki con il natto miso.

Disponete i sushi su un piatto e accompagnateli con sushi ginger (insalatini di zenzero) e shoyu. Come mangiarli alla giapponese? Usate pure le mani, intingendo solo la copertura del sushi nella salsa di soia, in modo da evitare che la polpetta di riso si sfasci nel liquido!



Avvertenze sugli ingredienti
Il riso bianco giapponese può essere sostituito da qualsiasi riso a chicchi piccoli e tondi (Fino Ribe o Rosa Marchetti vanno bene). Più difficile procurarsi del wasabi di qualità: in Italia si trovano, nei negozi di specialità giapponesi o orientali, o i tubi di pasta con ingredienti di scarsa qualità (di solito si tratta di rafano bianco grattuggiato con l'aggiunta di una punta di wasabi, zucchero, amido di mais e sale), oppure i barattolini con polvere di rafano (bianco!) addizionata di colorante verde (e allora grattuggiate del rafano italiano e coloratelo con un po' di succo di spinaci!). Io di solito acquisto direttamente in Giappone dei tubi di wasabi puro grattuggiato con un po' di sale marino, di produzione bio. Se per caso qualcuno ne volesse, fatemelo sapere che ve li prendo volentieri :-) Tutti gli altri ingredienti si trovano nei reparti di cucina macrobiotica.


08 marzo 2008

Tokyo raw

In partenza domani per Tokyo, vi lascio con un'altra "recensione" di un locale vegano della capitale giapponese. Si tratta di Half Sweets, piccolo spazio all'interno dei grandi magazzini Isetan a Shinjuku, aperto solo a pranzo (ma 7 giorni su 7) che propone, oltre a piatti biologici vegan, anche una buona scelta di specialità crudiste. Anzi, è proprio sui vantaggi del crudismo che il locale fa leva.


Sicuramente vale la pena andarci per provare il raw food lunch: con 1200 yen (circa 7euro) avrete la possibilità di gustare un piatto misto, con vegetali, germogli, alghe e paté crudisti, un frullato di frutta e una porzione di dolce.
Altre specialità del locale sono i tacos e il sushi. Interessanti anche i sorbetti stagionali e i biscotti crudisti, oltre a una buona selezione di vini e birre biologici.



Una volta terminato, a pochi isolati potrete fare una passeggiata corroborante nel verde del Shinjuku Gyoen, grande spazio verde fra i grattacieli del quartiere omonimo.




Half Sweets
Park City 1 - Isetan (grandi magazzini - piano terra 1F)
5-11-5 Shinjuku
Shinjuku-ku
Tokyo
東京都新宿区新宿
パークシティイセタン1-1F
Metro: Shinjuku Sanchome (Maro no uchi line)
Tel.
+81-(0)3-3341-7280
Orari: 10.00-20.00 - pranzo: 11.30-15.00 (ultimo ordine 15.00)


02 marzo 2008

Insalata tiepida di lenticchie giganti


Ritorno all'opera con una ricetta semplice ed estremamente naturale, a base di lenticchie, che contengono sali minerali e ormoni vegetali utili al buon mantenimento della struttura ossea. Le lenticchie hanno tempi di ammollo e cottura inferiori a quelli degli altri legumi, e sono sicuramente fra quelli più conosciuti e popolari.

Le lenticchie sono fra i miei legumi preferiti, le consumo almeno un paio di volte la settimana. E sono riuscito anche a farmi venire una reazione allergica una volta, consumandole a pranzo e cena per tre giorni consecutivi, a causa di una sfortunata coincidenza tra piatti serviti in mensa e una pentolata preparata a casa che non finiva mai...



Insalata tiepida di lenticchie giganti

Ingredienti per 4

lenticchie giganti 200 g
alga kombu 4 cm
aglio 1 spicchio
alloro 2 foglie
sale marino integrale 1 cucchiaino + 1 pizzico
olio extravergine d'oliva 2 cucchiai
shoyu 1 cucchiaio
prezzemolo 5 gambi

Tempo di preparazione: 40' + 5h di ammollo

Mettete le lenticchie in ammollo per almeno 5 ore insieme all'alga kombu. Sciacquatele e mettete lenticchie e alga in pentola a pressione con il triplo del volume di acqua. Aggiungete l'aglio e l'alloro, chiudete la pentola e mettete sul fuoco. All'inizio del fischio abbassate la fiamma e fate cuocere per mezz'ora.
Togliete quindi la pentola dal fuoco, fate calare la pressione, aprite e aggiungete un cucchiaino di sale. Mescolate, e quindi scolate le lenticchie, eliminando alga, alloro e aglio.
Lasciate intiepidire. Nel frattempo staccate le foglie del prezzemolo, lavatele e tritatele finemente.
Condite con olio, shoyu e un pizzico di sale. Guarnite con il prezzemolo.


29 febbraio 2008

Febbraio 2008

Seguendo l'esempio di Vera, un breve riepilogo del mese di febbraio, a dir la verità abbastanza infruttoso per quanto riguarda l'aspetto culinario, a causa di un periodo lavorativo decisamente impegnativo. Una sola ricetta pubblicata, infatti, quella del sostanzioso paté di hijiki.

Un paio di recensioni di due bei ristoranti veg di Tokyo, il J's Kitchen e il Cafe Eight.

Un breve post per riassumere in parte lo spirito di questo blog.

E infine, se volete sapere qualcosa in più di me, leggete qui.

25 febbraio 2008

Il cucchiaio di legno...

Nonostante ultimamente sia piuttosto preso dal lavoro, e nonostante abbia cucinato per mera sopravvivenza, senza realizzare nulla di particolare, ho pensato però di apportare, piano piano, qualche modifica al blog, in modo da renderlo più aderente a quello che è un po' il mio "regolamento" di cucina naturale... Non ne avevo mai parlato, ma eccolo riassunto in pochi punti.

Ingredienti
- ortaggi e verdure, sempre di stagione e possibilmente bio
- frutta fresca, sempre di stagione e possibilmente biologica - se tropicale, bio e del commercio equo-solidale
- cereali integrali o, in maniera più limitata, semintegrali, sempre biologici
- proteine vegetali: legumi, seitan, tofu, tempeh, noci e semi oleosi
- latte e yogurt vegetale
- condimenti di elevata qualità (olio extravergine d'oliva bio, olii di semi bio spremuti a freddo, sale marino integrale, aceto di mele, acidulati di umeboshi e riso)
- dolcificanti naturali: malto, sciroppo d'acero, succo d'agave, melassa, zucchero di canna integrale (Panela, Rapadura o Mascobado)
Tecniche di cottura
Da privilegiare, per le verdure, la cottura a vapore, la cottura al forno o la lessatura (solo per le minestre). La cottura in pentola a pressione è ottima invece per cereali (sempre ad assorbimento) e legumi.

Strumenti
Il legno, naturalmente! Per posate e taglieri è d'obbligo. Pentolame in acciaio e in terracotta naturale non smaltata, qualche volta l'utilizzo di pentole antiaderenti (con le dovute precauzioni) per frittate e crêpes, e del pyrex. E prima o poi il wok in ghisa sarà mio :-)

Ingredienti dubbi
Ho deciso di mantenere quattro ingredienti che possono causare perplessità in alcuni. Innanzi tutto lo zucchero di canna integrale, da non confondere con il più comune zucchero di canna grezzo (quello che normalmente si vede nei bar e nei supermercati, e che non è altro che zucchero raffinato, ridisciolto e mescolato con caramello o melassa). Lo zucchero di canna integrale non subisce invece la raffinazione, presenta un livello di saccarosio minore dell'80% rispetto allo zucchero bianco, ma è soprattutto ricco di sali minerali e vitamine (soprattutto del gruppo B). È un dolcificante che comunque utilizzo raramente, e che scelgo sempre del commercio equo-solidale (il brasiliano Rapadura, il colombiano Panela e il Mascobado delle Filippine).
Secondo ingrediente è il cioccolato, sempre fondente, con almeno il 75% di cacao, senza lecitina e dolcificato con zucchero di canna integrale. E naturalmente sempre del commercio equo-solidale.
Ci sono poi le solanacee (patate, pomodori, peperoni, melanzane), da consumare esclusivamente in stagione. Infine gli spinaci, il cui contenuto di acido ossalico e di nitriti è ampiamente compensato da alte dosi di carotenoidi e clorofilla. Naturalmente anche questi solo di stagione.
Ho deciso invece di eliminare due ingredienti che a volte vengono accettati da alcuni filoni della cucina naturale: la margarina vegetale non idrogenata e i vari ristrutturati di soia. Ed è per questo che man mano sostituirò le (poche) ricette che li contengono sperimentando nuove versioni con altri tipi di ingredienti.

Motivazioni etiche
Le mie scelte a tavola non sono però solo dettate da questioni "salutistiche": la motivazione principale è quella di arrecare il minor danno all'ambiente e agli altri esseri viventi. È per questo che i piatti che propongo (e la mia dieta) sono 100% vegetali, con un occhio particolarmente attento alla scelta di prodotti biologici, locali, di stagione o, se provenienti dai paesi in via di sviluppo, del commercio equo-solidale.

Lavori in corso
Oltre a variare alcune ricette già postate, ci sarà inoltre un completo "re-styling" di alcune foto, soprattutto di quelle degli inizi, alcune delle autentiche ciofeche... Anche l'occhio vuole la sua parte! Mensilmente (sull'esempio di Vera), farò un breve riepilogo delle novità e delle variazioni avvenute.


P.S.: Si vede che non ho nessuna ricetta da postare ultimamente? ;-)


22 febbraio 2008

Cafe Eight

Innanzi tutto mi scuso per la lunga assenza dal blog: sono stato via per lavoro tutta la scorsa settimana, e sono riuscito a malapena a rispondere ai vari messaggi e a dare sbirciate furtive ai miei blog preferiti.

Ritorno però presentandovi il mio ristorante preferito a Tokyo: il Cafe Eight. Il locale nasce nel 2000 ed è uno dei punti di riferimento principali del vegetarianesimo nipponico. Il ristorante propone esclusivamente piatti vegan, motivazione fondamentale è il rispetto verso gli animali, accompagnato da ragioni ambientali e salutistiche.



Nell'impostazione è sicuramente molto occidentale, anche se la cura del servizio e della presentazione dei piatti è tutta di matrice giapponese.
L'arredamento in legno, le luci soffuse, la musica lounge di sottofondo ne fanno una cornice ideale per una piacevole serata.


La cucina, frutto di un attendo bilanciamento tra tradizione locale e gastronomia di derivazione europea e nordamericana, è molto interessante per i suoi accostamenti e per l'utilizzo di ingredienti di elevata qualità.




Tra le specialità, gli involtini primavera di avocado, la bruschetta di tofu-cheese, i tacos messicani, i burger vegetali, e ancora i piatti di pasta di derivazione italiana e i sandwich con bistecca di tofu.
Grande cura è data ai dessert, a scelta libera da un fornito banco-frigo: spiccano le crostate di frutta, la crostata moka-choco, la tofu-cheese cake, il tiramisù e il dolce di cocco e fichi.
Nel ristorante è possibile inoltre acquistare oggettistica col marchio del ristorante, nonché i tre ricettari, di cui uno dedicato esclusivamente ai loro ricercati dessert, con tutti i loro migliori piatti (sì, sono scritti solo in giapponese...).

Cafe Eight
3-17-7 Aobadai
Meguro
Tokyo
Tel. +81-(0)3-54585262
www.cafe8.jp
Stazione: Ikejiri Ohashi, linea Hanzomon
Tutti i giorni, 11 - 22 (ultimo ordine alle 21.30)

09 febbraio 2008

Paté di hijiki




Questa ricetta veloce la dedico a Morrigan, chissà che non sia un modo per farle provare un piatto con le alghe :-)
Il piatto è tratto da "La Cucina Etica", la Bibbia italiana della cucina vegana. L'ingrediente base è la hijiki, un'alga bruna ricchissima di calcio e minerali. In Giappone, dove vengono consumate regolarmente, si dice che esaltino la bellezza e la forza dei capelli (no cari, per le stempiature non c'è nulla da fare...).





Paté di hijiki

Ingredienti - per 12

alghe hijiki 50 g
aglio 1 spicchio
prezzemolo 1 ciuffo + 1 per decorare
olio di sesamo 2 cucchiai
shoyu 2 cucchiai
aceto di riso 1 cucchiaio
tahina (crema di sesamo) 1 cucchiaino
limone ½
sale marino integrale 1 pizzico

Tempo di preparazione: 50'

Sciacquate le alghe e ammollatele in acqua calda per 20'.
Portate a ebollizione dell'acqua e versate quindi le hijiki scolate, cuocete per 20'.
Lavate il prezzemolo e sminuzzatelo. Spremete il limone e raccogliete il succo.
Scolate le hijiki, e frullatele con tutti gli altri ingredienti.
Decorate con un po' di prezzemolo tritato.



Hijiki pâté

Hijiki is a brown sea vegetable which grows on the rocky coastlines around Japan, Korea and China. It is a traditional Japanese food, consumed regularly, said to help hair beauty and thickness (no, nothing to do if you're bald...). It is particularly rich in calcium and minerals.

Ingredients - serves 12

hijiki seaweeds 1.75 oz (50 gr)
garlic 1 clove
parsley 1 tuft + 1 for garnish
sesame oil 2 tablespoons
shoyu (soy sauce) 2 tablespoons
rice vinegar 1 tablespoon
tahini (sesame paste) 1 teaspoon
lemon ½
grey sea salt 1 pinch

Cooking time: 50'

Rinse hijiki and soak in warm water for 20', then boil it for 20'.
Rinse parsley and chop it. Squeeze the lemon.
Strain hijiki and put them in a blender with all the other ingredients to obtain a soft pâté. Garnish with chopped parsley.



Hijikipastete

Hijiki ist eine Alge, die oft in Japan genutzt wird. In Japan wird es gesagt, dass sie die Schönheit und die Kraft der Haare hervorhebt (nein, es gibt keine Lösung für Geheimratsecken...). Sie sind besonders calciumreich und mineralvoll.

Zutaten - für 12

Hijikialgen 50 Gr.
Knoblauch 1 Zehe
Petersilie 1 Büschel + 1 zum Schmuck
Sesamöl 2 Esslöffel
Shoyu (Soyasauce) 2 Esslöffel
Reisessig 1 Esslöffel
Tahina (Sesampaste) 1 Teelöffel
Zitrone ½
Vollsalz 1 Prise

Vorbereitungszeit 50'

Die Hijiki spülen und in warmen Wasser ca. 20 Minuten einweichen. Dann 20 Minuten in kochendem Wasser sieden.
Die Petersilie spülen und zerkleinen. Die Zitrone ausdrücken.
Die Algen abgießen und mit anderen Zutaten im Mixer mixen.
Mit zerkleinerter Petersilie schmücken.



06 febbraio 2008

J's Kitchen

Locale macrobiotico nel centro di Tokyo, J's Kitchen si propone come un simpatico ristorante-caffetteria, aperto tutto il giorno e tutti i giorni, che propone cibo biologico 100% vegetale. La scelta dei piatti è decisamente ricca, e si va da semplici e veloci spuntini a piatti più elaborati.
A due passi dall'uscita della stazione della metro di Hirō, il locale si sviluppa su due piani, ed è decorato con disegni infantili.
Essendoci capitato velocemente di pomeriggio, ho ordinato solo un tè bancha e una fetta di tofucake alle mandorle. Ne avrei anche ordinata volentieri un'altra, ma alla fine mi sono trattenuto :-)








Macrobiotic restaurant in the heart of Tokyo, J's Kitchen is a cozy, friendly spot, open daily, where you can have a good, organic and vegan meal. Choice is good, from a quick lunch to more elaborated dishes.
A two-storey restaurant, J's Kitchen is next to Hirō Station (on the Hibiya line) and is decorated with childish drawings on the walls.
Unfortunately I couldn't taste their delicacies, but tried to treat myself with a cup of bancha and a slice of almond tofucake. If only I'd had the time to order one more...


港区のマクロビオティックのレストランのJ's Kitchenというのは、毎日のオープンしたフレンドリーな場所です。
日比谷線の広尾駅の近くて、スタッフも優しいし、料理もうまいよ。
あまり時間がなかったから、番茶をいっぱいとアーモンド豆腐ケーキしか食べなかった。もっと時間があったのに・・・



J's Kitchen
5-15-22 Minamiazabu
Minato-ku

Tokyo
tel. +81 (0)3 5475 2727
Metro: Hirō, uscite 1-3